Film scientificamente credibili


Interstellar mi è piaciuto. In giro ci sono molte opinioni sbagliate di gente cui non è piaciuto, ma tant’è. 

La cosa peggiore è che molti “smart aleck” di Internet fanno a gara a chi trova più buchi nella teoria scientifica che dovrebbe reggere in piedi la trama. Insomma, per molta gente col vezzo del torto Interstellar non è un film “scientificamente credibile”.

Ma noi lo vogliamo VERAMENTE vedere un film di fantascienza “scientificamente credibile”?

Proviamo a fare uno sforzo di fantasia e produrre un piccolo esempio di sceneggiatura.

AMBIENTE: Sala delle emergenze del Pentagono.

Il PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI (James Cromwell) è circondato da vari GENERALI pieni di medaglie (Forest Whitaker, JK Simmons). Di fianco allo schermo c’è il DOTTORE (David Spader) che indossa una camicia a quadri, una giacca dalle maniche troppo larghe e ha alcune briciole di wafer nella barba. Il DOTTORE è di fianco a un laptop collegato a un proiettore. 

PRESIDENTE: “Allora dottor Goldberg, di cosa stiamo parlando?”

DOTTORE: “Aspetti un attimo. Qualcuno ha un convertitore DVI/VGA? Se no mi tocca copiare il powerpoint su una chiavetta”

PRESIDENTE: “Portate subito un adattatore al dottore! Non possiamo perdere tempo con queste cose!”

Passano 4 minuti. Arriva un SERGENTE MAGGIORE con un adattatore. Il DOTTORE comincia ad armeggiare con il suo computer, nel silenzio generale inframmezzato solo da qualche suoneria di cellulare e qualche colpo di tosse.

PRESIDENTE: “Allora?”

DOTTORE: “Qual è il source? RGB-1 va bene?”

VOCE (FUORI CAMPO): “Sì, va bene.”

DOTTORE: “Ok ci siamo. Un momento, qualcuno di voi potrebbe spegnere le luci? Se no le immagini non sono ben contrastate. Grazie, grazie mille.”

I GENERALI cominciano a spazientirsi e borbottano cose incomprensibili.

Si accende finalmente lo schermo del proiettore e comincia la presentazione.

DOTTORE: “Buongiorno e grazie per essere venuti.”

PRESIDENTE: “Veramente l’abbiamo chiamata noi.”

DOTTORE: “Giusto, allora io sono il dottor Goldberg e lavoro al Center for Disease Control ad Atlanta. Come potete vedere da queste foto è un bel posto immerso nel verde e…”

DOTTORE: “Dottore, fuori c’è un’emergenza nazionale. Stiamo per dichiarare la legge marziale. Potrebbe darci un taglio e venire al dunque?”

PRESIDENTE: “Sì, chiedo scusa. Dunque, come sapete da due settimane gli ospedali si sono riempiti di persone con i seguenti sintomi (indicando una lista di punti con il puntatore laser): diarrea con emorragie, stomatite, sanguinamento dagli occhi, perdita di conoscenza, convulsioni e vomito. Si tratta di sintomi simili a quelli descritti dal dottor Avi Coen in questo fantastica review del 2017 del New England Journal of Medicine che se non avete letto vi consiglio di farlo quanto prima perché è scritta veramente bene.”

I GENERALI si guardano tra loro con sbigottimento.

DOTTORE: “Avi aveva descritto questi sintomi in altri brillanti lavori del British Bulletin of Experimental Virology (2015) e pure uno PNAS, che però è stato poi ritrattato a causa di alcuni western contraffatti (2016), un classico di Avi…”

I GENERALI sono smarriti. Qualcuno borbotta “Western?”

DOTTORE: “dicevamo, ha isolato il patogeno, un reovirus del terzo gruppo cui ha dato il nome “Jumping Jack” perché può contagiare le persone anche a grande distanza. Per gli amici comunque si tratta del virus HLDCV-4. HLDCV sta per Human Long Dist…”

PRESIDENTE: “Dottore, la prego. Vada ai fatti”

DOTTORE: “Sì, chiedo scusa. I fatti, dunque: la prima cosa che abbiamo fatto è cercare di capire qual è il tipo cellulare colpito dall’HLDCV-4. Come ben sapete, i postulati di Koch…”

Il PRESIDENTE rivolge al DOTTORE uno sguardo torvo.

DOTTORE: “Ehm, insomma, abbiamo isolato il patogeno in tessuti respiratori, in particolare alveoli e pleura, nelle mucose intestinali del tratto colon-retto, nella cornea ma stranamente non nella bocca. Per questo abbiamo ipotizzato che potesse essere come HHV-8, che risiede nei gangli sensoriali e in particolare nel ganglio trigemino del Gasser, e risalire poi fino alla cavità orale, ipotesi che si è rivelata esatta come si può osservare da queste immunofluorescenze in vivo. (agitando il puntatore) Questo è ovviamente il DAPI, questa è la proteina virale C55, questo è un marker di superficie che identifica il ganglio ma non le cellule perigangliari, questo è l’unstained, questo è il controllo negativo di un paziente sano, questo invece è un altro marker di superficie che conferma la specificità, questo invece è un marker per le proteine ribosomali che conferma una colocalizzazione di C55 con il macchinario ribosomale, come già fa HPV nello shutoff della traduzione, ma utilizzando evidentemente un’altra consensus sequence sul trascritto, perché (cambia slide) come vedete C55 conserva solo 4 delle 7 istidine necessarie a riconoscere la sequenza se confrontata con la proteina VHS di HPV…”

Alcuni GENERALI e il PRESIDENTE si passano una mano sulla faccia lentamente.

PRESIDENTE: “dottore, lei non si trova in un’aula universitaria. Ci deve dire i fatti!”

DOTTORE, quasi sbigottito per l’interruzione: “ma questi SONO fatti!”

PRESIDENTE: “Dottore, la biologia molecolare è affascinante. Ma noi vogliamo sapere come curare questa malattia, e se non si può curare, come contenerla.”

DOTTORE: “Va bene va bene, allora passiamo alla parte – sigh – clinica. O meglio preclinica, ovviamente eheheh, andiamo per gradi. Dunque da esperimenti in coniglio appare evidente che HLDCV-4, essendo un virus umano, non contagia il coniglio. Il che è rassicurante: potrebbero essere un veicolo d’infezione, e poi i conigli saltano molto velocemente, quindi…”

Il PRESIDENTE beve dalla fiaschetta del whisky.

DOTTORE: “quindi insomma, siamo passati alle scimmie. Le scimmie sono contagiabili ma con una morbidità molto inferiore, e solo alcuni dei sintomi. Questo è interessante perché potrebbe condurci a isolare le caratteristiche conservate nel meccanismo di interazione con l’ospite, e anche dare informazioni preziose sulla patologia in generale. Ecco infatti questo esperimento molto elegante in cui abbiamo analizzato 5 time points a 1, 2, 4 e 8 ore dall’infezione, su biopsie di scimmia e di pazienti umani, e poi li abbiamo facsati.”

GENERALE 1: “in che senso, li avete spediti via fax?”

DOTTORE: “Ovviamente no, il FACS è il Fluorescence Activated Cell Sorting e…”

PRESIDENTE: “Dottore, la prego, la smetta con le sigle. Cosa sono quei quadrati con quei puntini? Sembrano i disegni di mia figlia con lo spray di Paintbrush. Più brutti, forse.”

DOTTORE: “Questi sono dei FACS…cioè, sono delle nuvole di intensità di segnale per due marcatori. Questo è il controllo negativo senza secondari. Questi invece sono i secondari senza i primari. E’ importante per compensare…”

Zoom sull’iPhone 10 del GENERALE 2, che ha appena superato il 45esimo livello di Candy Crush 3.

PRESIDENTE, lucidando gli occhiali con la cravatta: “Dottore, ascolti. Non vogliamo mettere in dubbio la sua competenza, ma qui non si tratta di farci una lezione né di capire come funziona nel dettaglio il virus.” 

GENERALE 1: “Quella è roba che lasciamo a voi nerd col camice.”

PRESIDENTE: “Donald, per cortesia. Dicevo, dottore, che a noi al momento non interessano i dettagli. So che lei ha sperimentato un composto in grado di bloccare o rallentare il virus. Quello che vogliamo capire è se funziona, quanto è veloce ad agire e quanto costa produrlo in massa. Il resto è inutile al momento.”

Il DOTTORE stringe le labbra e annuisce lentamente. Accusa questo schiaffo morale e inarca sempre di più la schiena. Si sente come un bambino sgridato dai genitori. Preme ripetutamente sulla tastiera e cominciano a passare velocemente le restanti diapositive della sua presentazione: 45 riquadri colorati contenenti istogrammi, grafici a torta, diagrammi di Venn, un quadro di Jean Louis David, una mappa del mondo, altri grafici, altri istogrammi, altre foto di cellule colorate e non. Dopo altri 4 minuti arriva a un istogramma con due barre di lunghezza sensibilmente diversa, unite da una graffa che ha di fianco tre asterischi.

DOTTORE (con un filo di voce): “Come potete vedere qui…, q-questo è il grafico della risposta dei pazienti trattati con… sì, ecco, l’inibitore di C55, raffrontata alla risposta dei pazienti non… non trattati. Come vedete, l’effetto è s-significativo.”

PRESIDENTE: “No, no, aspetti. Quelle due colonne ci dicono quanto guariscono i pazienti? Quanto vivono? Mi spieghi bene.”

DOTTORE (come prima, boccheggiando): “Questo è… il livello di attività della proteina C55 del virus. Studi precedenti…che avrei illustrato se mi aveste lasciato fare la mia presentazione…”

Il GENERALE 1 spezza con le mani una matita.

DOTTORE: “…d-dimostrano che il livello di a-attività di C55 c-correla con la vi-violenza della sintomatologia.”

PRESIDENTE: “Quindi lei mi sta facendo vedere due colonne quasi uguali. Questo…farmaco non funziona, se ne rende conto?”

DOTTORE (sudando freddo): “M-m-ma l’effetto è s-significativo.”

Il GENERALE 2 batte i pugni sul tavolo e si alza: “Le bombe atomiche sono significative, caro scienziato delle mie palle. Questa roba non funziona! Signor Presidente, chiedo il permesso di bombardare l’Alabama, il Wisconsin e il North Carolina! Ho già i codici di lancio pronti.”

PRESIDENTE: “Aspetta, aspetta. Cosa significa che è significativo? Voglio capire: questo farmaco funziona o no?”

DOTTORE: “L’effetto è…è statisticamente significativo s-secondo un test che dice che… i-insomma, è lungo da spiegare, ma ma ma diciamo che se lei prendesse due persone sane a caso e m-misurasse il livello di attività di C55, la probabilità di o-osservare questa differenza… è inferiore allo 0.05%.”

PRESIDENTE: “Non ho capito, ma non abbiamo tempo per capire. (urlando) Dottore, questo maledetto inibitore, FUNZIONA O NO?”

DOTTORE intontito, in stato confusionale: “La ringrazio per la domanda. Non abbiamo fatto questi esperimenti, ma sono nei nostri piani per il futuro. Grazie per il suggerimento.”

Il PRESIDENTE si asciuga il sudore sulla fronte con un fazzoletto. I GENERALI lo guardano con apprensione e attesa. Il DOTTORE viene fatto accomodare su una sedia girevole e viene portato via dal SERGENTE MAGGIORE. Si sente fuori campo solo il cigolio delle rotelle.

Il PRESIDENTE si ripassa una mano sul volto e si toglie gli occhiali.

PRESIDENTE: “Datemi quei codici di lancio.”

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