[SPOILER] Interstellar guardato con gli occhi giusti

Torniamo a bomba su Interstellar, il filmone di novembre che ci fa discutere di buchi neri, gravità quantistica loop e di un autentico mistero: come far diventare un cessetto insignificante Catwoman con solo un cambio di pettinatura e una tutona della NASA.

Ci sono svariati livelli di lettura per Interstellar. Archiviamo quello più banale su cui si arrovellano i vari scienziati che non si spiegano, per esempio, com’è possibile che i pianeti intorno al buco nero siano riscaldati. Siamo sicuri che questo sia un argomento di conversazione estremamente interessante ai ritrovi di gente simpatica.

Cos’è per me Interstellar? Come già ho scritto altrove, e mi autocito:

Interstellar è, ovviamente, una bella metafora di come in tempi di crisi occorra investire in progetti ambiziosi di ricerca.
O meglio: investire in progetti assurdi, giganteschi e portati avanti in segreto, mentendo sul loro vero significato persino a chi ci lavora (perché sono stronzi e non capirebbero), mandando avanti esploratori sacrificabili – ricompensati a pacche sulle spalle – che hanno come massima ambizione quella di chiudersi nel vuoto siderale e osservare i misteri del cosmo indisturbati da problemi terreni, o alternativamente salvare il mondo partendo da ipotesi raffazzonate (“forse vicino ar buco nero ce stanno ee piante!”).

Interstellar ci impartisce un insegnamento severo ma giusto: che cazzo vai nello spazio, ma pensa alla salute, pensa a fare il contadino. 

Pensateci: ci sono due grandi figure accademiche. 

Il primo che incontriamo è Michael Caine, professorone della NASA che pur di salvare la sua tenure e la sua reputazione MENTE spudoratamente a tutti. Fate, fate la stazione spaziale gigante, io intanto sono qui che disegno cazzetti sulla lavagna e fingo di sciogliermi le meningi sull’equazione dell’amore mentre fuori la gente muore.
Il professorone prende una serie di giovani (e meno giovani) entusiasti, dà loro un progetto ambiziosissimo, distribuisce pacche sulle spalle in giro e racconta a tutti che prima o poi ce la faremo.

Il secondo che incontriamo è Matt Damon, che subito impariamo essere “formidabile” (e alla seconda volta c’è il sospetto che questa sia una non tanto vaga presa per il culo), il Grande Scienziato Giovane che si è imbarcato in una Grande Impresa Scientifica andando a finire, sostanzialmente, in un cul de sac. Matt Damon è l’astro nascente della scienza che con arroganza e sicumera sperpera tutti i fondi (le risorse per vivere), si trova abbandonato da tutti e, rimasto solo sulle sue nuvole rocciose, decide di taroccare i dati per sopravvivere. Non solo: quando qualcuno lo scopre, decide di eliminarli tutti pur di mantenere vivo se stesso e la sua reputazione.

Non si poteva forse investire il tutto in risorse per l’agricoltura?

Nolan è molto attento ai dettagli e ti fa vedere, caro furbetti, che anche il mais sta male e non c’è niente da fare: bisogna partire. Ma come mi ha fatto notare l’autore che ho plagiato per la mia rubrica, fermiamoci un momento a riflettere: chi te lo dice che il mais sta morendo? LA NASA. La stessa NASA gestita dal professorone che vuole portar tutti su un altro mondo con una stazione spaziale che, ci tengo a scriverlo in maiuscolo, NON SA NEMMENO SE SI SOLLEVERA’ DA TERRA. La stessa NASA che non sa nemmeno se ci siano pianeti abitabili ma crea comunque un piano B, possibilmente più folle del piano A, per far nascere dei bambini in uteri artificiali.

La stessa NASA che il mondo aveva giustamente mandato a nascondersi e che continua, in piena crisi economica e sociale, a riempire di soldi gente che non sa nemmeno cosa sta facendo.

Può darsi che Nolan si sia reso conto a metà film che il suo messaggio era un po’ troppo critico e pessimistico. Ecco perché, a un certo punto, cerca di risolvere il tutto con un deus ex machina. Come riesce Murphy, infatti, a risolvere il problema? Con la MAGIA. Coi fantasmi, con la sabbia, con le lancette. Come fa Cooper a trovare sua figlia? Con l’AMORE. Cioè con la MAGIA, ancora una volta. Ha voglia Catwoman Cessa a dire che l’AMORE è una forza non ancora descritta dalle leggi della fisica. Come fate a fidarvi di una che è andata a miliardi di anni luce solo per scopare? Siamo seri.

Questo plot device un po’ paraculo di Nolan, in realtà, non fa altro che rafforzare la nostra tesi di partenza: questi progetti scientifici assurdi e costosissimi riescono ad avere un senso – e a costruire quindi un futuro migliore – solo grazie alla magia. E’ quindi improbabile che la soluzione ai problemi del mondo venga dall’accademia.

Sapete qual è l’unico progetto di ricerca che Interstellar pare voler spalleggiare, senza mai dirlo? Gli OGM. Perché col MON810 col cazzo che la piaga ti riduceva alla fame e al polverone. 

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