In Italia i giovani sono umiliati anche dal CENSIS

Negli ultimi giorni si è sentito parlare dell’ultimo rapporto del CENSIS che disegna un’Italia sfiduciata. Per chi non lo sapesse il CENSIS (Centro Studi Investimenti Sociali) è un istituto di ricerca socio-economica che si occupa di monitorare gli sviluppi della società italiana. Nel suo rapporto 2014 ci descrive secondo la metafora delle sette giare, indicando il tessuto socio-economico del Bel Paese fatto a compartimenti stagni incapaci di comunicare. Le potenzialità ci sono, ma non essendoci interscambio, non solo culturale ma anche di risorse, tra i vari settori, si rischia un accentuarsi delle diseguaglianze. Questo quadro potrebbe portare a tensioni sociali mai viste in precedenza negli ultimi 40 anni.

Compartimenti stagni, dove ciascuno pensa a se stesso, è proprio la descrizione dei tempi che viviamo, e il CENSIS non può essere che totalmente immerso in questa palude dove si naviga a vista. Non si può negare di trovarci in tempi dove ciascuno si aggrappa ad un pezzo del relitto Italia per evitare di annegare. Non si fanno progetti a lungo termine perché il pezzo di legno che ci tiene a galla potrebbe marcire e farci affondare. Molti sono quelli che vanno giù e non trovano nessuno disposti ad aiutarli, perché il salvagente è piccolo, non ci reggerebbe tutti, e poi c’è quell’uomo con la cravatta verde che ripete in continuazione che ci sono persone che vogliono rubarci il pezzo di legno che ci tiene a galla.

Tornando al CENSIS, dicevamo che anche lui è lo specchio dei nostri tempi dove i giovani (sempre secondo l’istituto) sono umiliati, e non è da meno alle contraddizioni della nostra società secondo il mantra del “predicare bene ma razzolare male”, anzi malissimo. Il suo presidente, Giuseppe De Rita, ha nominato segretario generale dello stesso istituto da lui presieduto niente di meno che il proprio figlio Giorgio. “Ha il curriculum adatto” ha dichiarato De Rita senior. Non abbiamo dubbi, ma quando si dichiara che in Italia i giovani vengono umiliati, si dovrebbe avere il buon gusto di essere coerenti, altrimenti si passa per Maria Antonietta che suggeriva delle brioche per il popolo che chiedeva pane. Presidente De Rita, con questa sua nomina ha confermato che in Italia i compartimenti sono davvero stagni. Ciascuno pensa al suo e lei che è in una posizione di privilegio non ha esitato a “pensare al proprio”, oltraggiando ancora di più quei giovani che lei dice essere umiliati dai poteri forti. Proprio lei che rappresenta uno di questi poteri ha calpestato la dignità degli italiani trincerandosi dietro il “curriculum adeguato” di suo figlio. Ha infine offeso l’intelligenza dei giovani italiani, oltre a dare il segnale che nessuno che siede nella stanza dei bottoni ha voglia di cambiarlo questo Paese. Con i dovuti distinguo mi ricorda tanto questa scena tratta da un famoso film con Marcello Mastroianni, Signori e Signore buonanotte. Lei non ha commesso nessun illecito, voglio sottolinearlo, ma come il politico intervistato nel film, difende la legge del più forte, cioè la sua in questo caso. Al suo posto mi sarei vergognato come un ladro all’uscita del rapporto CENSIS 2014.

Immagine tratta da: Ogni maledetto lunedì su due di Zerocalcare

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