Non ci toglierete mai la libertà di ridere

Qui si tratta di difendere la libertà. Quindi la satira

Così per parafrasare Ellekappa su i fatti di Parigi. Un massacro perpetrato da mostri che dimostrano di temere la libertà, quindi la satira. Da sempre la satira è espressione di libertà: da quando i giullari medievali dileggiavano i nobili e i sovrani, fino ad oggi. I tiranni non hanno mai gradito la satira, l’hanno sempre osteggiata, perseguita. Non essere in grado di comprenderne la portata, rivela la piccolezza dell’essere umano, combatterla mostra la debolezza del tiranno, arrivare ad uccidere rivela il lato mostruoso di questi nuovi barbari. Atto reso ancora più infame perché spinto da fanatismo che strumentalizza la religione per imporre un pensiero fascista. Sì perché come diceva Charb, il direttore di Charlie Hebdo:

Dipingi un Maometto glorioso, e muori. Disegna un Maometto divertente, e muori. Scarabocchia un Maometto ignobile, e muori. Gira un film di merda su Maometto, e muori. Resisti al terrorismo religioso, e muori. Lecca il culo agli integralisti, e muori. Prendi un oscurantista per un coglione, e muori. Cerca di discutere con un oscurantista, e muori. Non c’è niente da negoziare con in fascisti. La libertà di ridere senza alcun ritegno la legge ce la dà già, la violenza sistematica degli estremisti ce la rinnova. Grazie, banda di imbecilli.

Ecco, questo è il messaggio che vogliamo far passare, non ci toglierete mai la libertà di ridere.

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