La cellulite è una malattia? Ma anche no.

Se la pelle a buccia d’arancia è una malattia, allora lo sono anche i brufoli, i punti neri, la pancia prominente e le unghie incarnite. Sentendola chiamare malattia viene spontaneo pensare che sia a una questione molto seria, quasi che non dipenda da noi. “Ti colpisce” e niente, non ci si può fare proprio nulla. Il fatto è che, se semini terrore con questo sostantivo, è logico pensare che sia peggio della bronchite o delle emorroidi croniche. Allora perché la pubblicità della pomata per le unghie dei piedi non punta allo stesso effetto panico avendo premura d’informarci che l’onicomicosi è, a tutti gli effetti, una malattia?

Se si fa un sondaggio e si chiede a qualche donna a caso se ha la cellulite, risponderà di avercela eccome; ma state sicuri che, nella maggior parte dei casi, non è così. Insomma, se hai tre brufoli (ma pure otto) non hai l’acne. Ma ormai, vista la scarsa chiarezza degli spot che poco informano e tanto puntano e creare bisogni e necessità, pare che qualsiasi inestetismo su cosce e glutei sia da etichettare come cellulite.

Ma in parole povere che cos’è, davvero, la cellulite?

La pannicolopatia edematofibrosclerotica (una volta imparato a dirlo, vi sembrerà molto più simpatico) si genera nel momento in cui non funziona perfettamente l’ossigenazione e il microcircolo a livello del pannicolo adiposo, ovvero dove immagazziniamo il grasso, la nostra riserva di energie. Le alterazioni vascolari possono essere di varia natura: vita sedentaria e/o alimentazione scorretta, malattie epatiche, squilibri ormonali e ritenzione idrica (che a loro volta possono avere svariate cause).

Ma a livello pratico, quindi, che succede? Perchè la pelle non se ne sta bella tesa e tranquilla? Se il microcircolo va in tilt, le cellule adipose si rompono, fuoriesce il loro contenuto e non funzionano più come dovrebbero. A lungo andare, questo malfunzionamento produce una modificazione anche a livello del derma (lo strato superficiale della pelle), provocando il cosiddetto “inestetismo” che conosciamo bene (e che manco hanno l’accortezza di aggiungere con photoshop alle tizie delle pubblicità). Quindi, di fondo, più che di una malattia, si tratta di una conseguenza di un malfunzionamento dovuto: o a danni che ci procuriamo noi stesse, o a una vera e propria patologia della quale soffriamo.

Non so voi, ma se la situazione a livello dell’ipoderma (lo strato più profondo della cute) non è delle migliori perché abbiamo delle pessime abitudini, mi suona un po’ strano chiamarla “malattia”. L’ipoderma ricopre molteplici funzioni e non è uno strato di grasso e basta che se ne sta lì fermo e immobile. Siamo noi che dobbiamo dare una mano al nostro corpo per far sì che lavori bene, e non invece fare quello che più ci va per poi ricorrere a una crema che risolva la conseguenza estetica di un problema interno. La scelta è stupida, ma come lo sono tante altre alle quali ci hanno abituato da sempre: sbiancarsi i denti anziché smettere di fumare oppure rifarsi il seno anziché smettere di farsi le pippe mentali. Perchè cambiare sé stessi, le proprie convinzioni e abitudini, diventare più forti, è molto più faticoso di tutto il resto.

Sorbito lo sproloquio, dove tra le righe s’intuisce cosa ne penso delle creme anticellulite, dei rimedi “faciloni” e della pubblicità ingannevole, eccovi cinque consigli (per nulla originali ma tant’è) che vi aiuteranno a risolvere e/o attenuare questo problema!

1. Attività fisica.

Non è un consiglio, è tassativo. Scommetto che avrete sentito dire decine di volte che la corsa non è adatta per chi soffre di cellulite. In effetti, in teoria, è così ed essenzialmente lo si dice per due motivi: primo, perchè l’impatto sul suolo generato dalla corsa, può creare effettivamente delle micro-lacerazioni alle cellule adipose e quindi non migliorare la situazione; secondo, per il timore di produrre troppo acido lattico (un composto tossico per le cellule) e aggravare ancora di più la situazione. Ma, anche qui, dipende. L’acido lattico si può formare in più di un’occasione e non solo con la corsa, anzi. Si forma nel momento in cui si conduce un’attività ad intensità troppo alta. Quello che vogliamo, è risolvere il problema della cattiva circolazione e, il miglior modo per farlo, è alternare attività di circuit training (non lavorando mai troppo sugli stessi gruppi muscolari per due giorni consecutivi) e attività aerobica di lunga durata. I più esperti di me, consigliano le camminate o la bicicletta. Francamente non ho mai riscontrato peggioramenti con la corsa, ma solo piccoli grandi miracoli. E anche confrontandomi con colleghe di fitness, non s’è mai sentito parlare di cellulite peggiorata con la corsa, anzi. L’importante è NON esagerare. Alternare le attività, in modo tale da consentire l’ossigenazione dei tessuti, permettendo lo smaltimento dell’acido lattico. La tonificazione del muscolo (e quindi l’incremento di massa magra) è sicuramente indispensabile. Non solo per contrastare l’inestetismo, ma per il nostro benessere fisico generale.

2. Bere sì, ma il giusto!

Litri, litri e litri! Sembrerebbe che più beviamo meglio è. Persino le pubblicità dicono che bisogna bere per fare tanta plin plin e che l’acqua elimina l’acqua. Bere il giusto quantitativo d’acqua, durante la giornata, è indispensabile. Ci serve per vivere! Per eliminare gli scarti (con la suddetta plin plin, appunto, e il sudore) e costituisce praticamente la nostra massa muscolare. Il giusto quantitativo dipende dal soggetto. Dipende da quanta attività pratica, da quello che mangia (non dimentichiamo che anche il cibo contiene acqua) e dalle condizioni climatiche. In linea generale, il giusto quantitativo d’acqua oscilla da un minimo di 1,5lt a un massimo di 3lt. Ovviamente se si esagera con l’acqua non succede nulla, al limite potremmo avere la digestione un pochino più lenta. Ma meglio non eccedere, insomma, non è che più si beve e meglio è.

3. Mangiare bene.

Banale? Sì, lo è. Ma stare in forma non prevede sedute sciamaniche o robe del genere. La via è sempre una sola, ma andiamo a vedere cosa è più saggio mangiare se si vogliono ridurre i problemi causati dalla cattiva circolazione. Importantissimo è integrare correttamente il potassio. Una carenza di potassio può portare a molte problematiche (anche piuttosto gravi) e soprattutto chi pratica tanta attività fisica deve prestare attenzione a consumare frutta e verdura che ne contengano in quantità. Ovviamente, anche qui, senza esagerare. Poichè eccedere col potassio (così come col sodio, sono due sali minerali che bisogna assumere correttamente) non è sano. Dunque, via libera a:

banane, uva, kiwi, cachi, albicocche, fragole, avocado e pesche;

frutta secca, soprattutto: noci, mandorle, nocciole e datteri;

asparagi, bietole, spinaci, pomodori, aglio e cipolla;

legumi, tra cui: fagioli rossi, fagioli di soia, borlotti, lenticchie e piselli.

Questi sono solo alcuni esempi di alimenti con alto contenuto di potassio. In caso di estrema carenza, si possono anche assumere degli integratori salini. Il potassio è indispensabile. Oltre alla questione della cellulite, agevola la contrazione muscolare e fortifica le ossa.

Per finire, è necessario mangiare le giuste dosi e non eccedere, ma altrettanto importante è non sottoporsi a regimi alimentari restrittivi. E’ fondamentale per una miriade di motivi, ma soprattutto per via del cortisolo. Questo ormone (comunemente denominato “ormone dello stress”, poiché la sua produzione incrementa notevolmente se il fisico è sottoposto a stress) ci è indispensabile per alcune funzioni e agisce sul metabolismo del glucosio, delle proteine e dei grassi. Però, prodotto in eccesso, provoca una marea di problemi tra cui l’accumulo di grasso. Se si effettuano digiuni prolungati, anche semplicemente saltando la colazione, le nostre ghiandole surrenali producono cortisolo in eccesso che manda il “segnale” alle cellule adipose di immagazzinare più grassi possibili. In pratica è come un allarme naturale geniale del nostro corpo che ci garantisce la sopravvivenza. Anche seguire una dieta squilibrata, con apporto di macronutrienti non adeguato (eccesso di zuccheri o di proteine), provoca una secrezione eccessiva di cortisolo. In sintesi: nulla di nuovo, va fatto quello che bisogna fare, mangiare bene e nelle giuste dosi.

4. Natura da bere (o anche da mangiare) che aiuta a drenare!

Il drenaggio dei liquidi, lo smaltimento delle tossine e anche un pochino dei grassi, può essere coadiuvato con la sana abitudine di inserire tisane e/o integratori naturali nella nostra routine. Gli estratti naturali utili e che ci interessano in questo caso sono:

– il fucus: estratto dalle alghe, contiene quindi iodio, che aiuta la sintesi degli ormoni tiroidei e stimola il metabolismo. In caso di problematiche già riscontrate alla tiroide (o di familiarità), meglio chiedere un parere al proprio endocrinologo.

– Il ribes rosso: ovviamente non solo da bere, ma anche da mangiare! Questa bacca ha un’infinità di proprietà, soprattutto diuretiche appunto.

– L’ananas: anche qui, si tratta di un vero e proprio frutto. L’ananas contiene un enzima, la bromelina, che è in grado di stimolare la circolazione (oltre a ridurre le infiammazione muscolari) presente soprattutto nel gambo!

– La betulla: uno dei drenanti più potenti grazie ai flavonoidi e al potassio.

– L’equiseto: che oltre ad avere proprietà diuretiche, è un ottimo antinfiammatorio naturale.

– Il mirtillo nero: un frutto così piccolino, ma che apporta benefici incredibili poiché interferisce con le ghiandole surrenali, regolando l’equilibrio idrico del nostro corpo.

– Il rusco e la vite: il primo è un vero e proprio antiage per le vene e la seconda contiene antociani (flavonoidi) che rafforzano le pareti dei capillari venosi.

Questi sono solo alcuni esempi di piante e frutti dei quali possiamo avvalerci per migliorare il microcircolo in caso di necessità: vita sedentaria, parecchie ore in piedi, caldo eccessivo e alcune delle cause che abbiamo visto prima.

5. E quindi non mi spalmo proprio nulla?

Idratare la pelle è importante. Questo è indubbio, così come far fronte alle necessità interne del nostro corpo è essenziale curarlo anche dall’esterno. Creme e oli, arricchiti degli estratti che più ci possono occorrere, sono alleati dei quali ci possiamo avvalere e trarre svariati benefici sensoriali ed estetici. Quindi via libera a tutto quello che di meglio la natura possa offrirci! I mix di oli officinali sono una bomba. Esistono talmente tanti estratti con finalità differenti, che ognuno di voi può sbizzarrirsi a trovare la combinazione che più si plasma alle proprie esigenze. Ad esempio: massaggiarsi con un olio ad hoc dopo un allenamento che abbia un’azione rigenerante, rassodante e antidolorifica è cosa buona e giusta. Proprietà presenti, per ovvie ragioni, nell’olio 31. Un olio dalle millemila facoltà in cui sono presenti, appunto, trentuno oli essenziali.

Inoltre, come abbiamo visto, esistono piante ed estratti con proprietà drenanti e che smaltiscano il ristagno dei liquidi, anche queste reperibili sotto forma di creme o oli.

Il mio consiglio, oltre a quello di drizzare le antenne, è quello di fare attenzione quando ricorrete ai medicinali, integratori e creme. Di non abusarne e di chiedervi cosa contengono e a cosa servono.

Sono scelte personali, per carità, ognuno si prende cura di sé come meglio crede. E’ importante, però, prestare bene attenzione a tutti gli ingredienti di cui è composta una tale crema o integratore, perché alcuni possono interagire con le secrezioni delle ghiandole endocrine e portare a uno squilibrio della produzione di ormoni tiroidei, soprattutto per chi è predisposto a tal malfunzionamento. Quindi prima di effettuare un acquisto in tal senso, chiedete sempre un parere al vostro medico curante e non semplicemente al farmacista. Ma soprattutto fatevi una domanda: mi basta un corpo che abbia un aspetto sano o voglio che sia davvero sano?

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