Dell’ISIS e dell’ipocrisia internazionale

Dopo la caduta del muro di Berlino, e con la fine della guerra fredda, i rapporti
internazionali sono usciti dal dualismo Usa-Urss per trasformarsi in rapporti
dettati dalle esigenze economiche degli Stati. Basti pensare che la Cina possiede la
maggior parte del debito statunitense per capire come, anche in un paese ultra liberale come
gli Stati Uniti, non si disdegna di fare affari con i tanto odiati “comunisti”.
Affari appunto, come quelli che si fanno con Paesi arabi che sono delle vere e proprie
dittature, quali Qatar, Kuwait e Arabia Saudita, tutti appartenenti all’Islam sunnita. Se
si chiede a uno qualsiasi dei leader occidentali un giudizio su questi Paesi, state sicuri che si
sprecheranno in aggettivi lusinghieri e benevoli, facendo finta di non vedere la cruda verità.
Cioè che a rendere l’ISIS uno dei gruppi terroristici più ricchi del mondo, sono stati i petrodollari
di tali Stati arabi.
Tutto nasce quando la Primavera Araba arriva in Siria quasi due anni fa. Per rovesciare il
regime siriano sciita, questi Stati di religione sunnita, finanziano gruppi armati
per destabilizzare la zona compresa tra Siria, Libano e Iraq nord-occidentale, regioni che
sono a prevalenza sciita ma con una galassia variegata di gruppi tribali. Per combattere in
Siria partono da tutto il mondo, anche da Paesi come Usa, Regno Unito, Francia e Italia.
Ragazzi indottrinati con l’odio nei confronti del diverso, figli della ghettizzazione
culturale derivata dal liberalismo più sfrenato. Il problema arriva quando il regime
siriano non viene rovesciato e questi gruppi armati sconfinano in Iraq, causando l’orrore a cui
stiamo assistendo.
Sembrerà incredibile, ma i mostri che tagliano teste e crocifiggono chi non si
sottomette, sono l’esperimento sfuggito di mano di questi Paesi arabi sunniti. Un
cocktail micidiale di persone senza un minimo di morale, cresciute nell’odio e nel rancore, con
una sub cultura dove si impone con la forza il proprio pensiero malato e la propria dottrina
degenere (vi ricorda qualcosa?).
La cosa allucinante è che sono proprio quei Paesi tanto amici ad aver voluto tutto questo e che
per combatterli ci si allea col nemico giurato del’occidente, cioè l’Iran, baricentro dell’Islam
sciita e avversario storico di Arabia Saudita, Qatar e Kuwait. Qui la religione c’entra poco,
è solo la scusa per giustificare gli affari, il denaro, i torbidi rapporti che ci sono con chi
finanzia il terrorismo che tanto si dice di temere: in poche parole l’ipocrisia regna sovrana.
ps.
Ci sono forti evidenze che anche la Turchia, Paese membro della NATO, sia uno dei
finanziatori dell’ISIS

Immagine tratta dal sito ANSA

 

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