Italiano Medio: famiglia, prostituzione, soldi e gassosa

Italiano Medio è il primo film di Maccio Capatonda, a mio parere un buon esperimento riuscito a metà. Di tutti i comici che nel corso del tempo hanno provato a sbarcare nel cinema Maccio Capatonda è quello che in un certo senso ha fatto il passo meno lungo. Ha sempre lavorato con i trailer, con il montaggio, con un certo tipo di recitazione e comicità che era possibile anche e soprattutto grazie al filtro della telecamera. Che Botta di Classe parlarne qui, eh?

Italiano medio: locandinaItaliano Medio racconta la storia di Giulio Verme, un uomo nato in una famiglia di bassissimo retaggio umano e culturale (suo padre decide di fare un figlio perché altrimenti la maglietta dell’Italia che la moglie ha inavvertitamente ristretta in lavatrice non servirebbe più a niente), da genitori teledipendenti. Il piccolo Giulio sviluppa un odio nei confronti della tv che gli sottrae i genitori e si dedica ad altro sviluppando senso critico, empatia e interessi ambientalisti. Fin da ragazzo si imbarca in crociate di ogni tipo per salvare il mondo, sposa una ragazza che condivide parte delle sue idee, e trova lavoro in una discarica nonostante una laurea col massimo dei voti su innovative tecniche di riciclaggio. Preso dalla disperazione, in un momento in cui anche la sua ragazza si è allontanata, accetta l’aiuto di un vecchi compagno di scuola che gli fornisce una pillola che permette a un uomo di limitare l’uso del cervello al 2%. Giulio si trasforma così in un italiano medio, un uomo interessato solo a sesso, soldi e bella vita.

Secondo me è interessante fare due ragionamenti si questo film, uno sul contenuto e uno sul film in sé.

Il contenuto

Italiano Medio: scena dal film

Italiano Medio è un bell’esperimento, diverso dalla maggior parte dalle commedie che ho visto negli ultimi tempi, specie italiane. Quasi sempre le commedie italiane sono romantiche, e quando non lo sono mettono in scena relazioni familiari o propongono situazioni dai toni assurdi che vogliono richiamare le pellicole americane alla Road Trip (ad esempio Fuga di Cervelli, ma mi limito a nominarlo per non perdere tempo). Con i comici che sbarcano al cinema si ride di altri insomma, mai di noi. Ridere di noi fino a poco tempo fa era roba da registi e sceneggiatori, una commedia più alta, intellettuale, che faceva sorridere più che ridere. Negli ultimissimi anni invece si inizia a prendere in giro la società oltre che gli individui, con deliberato spirito critico che a volte viene colto e a volte no. Boris (soprattutto il film), Ogni Maledetto Natale (dei medesimi autori), Smetto Quando Voglio e ora anche Italiano Medio muovo questo passo.
Giulio Verme nella sua veste normale assomiglia a certi personaggi “perfettini” e pieni di ossessioni che interpretava Verdone, la sua passione per ecologia, riciclaggio, iniziative sociali è smisurata e soprattutto messa in scena in modo caricaturale. Dopo aver preso la pillola Verme diventa un altro tipo di verme, non più uno di quelli che striscia ma moralmente. E’ un uomo tremendo, di una superficialità disarmante che tuttavia sposa quella di tutti gli altri tanto che nessuno si stupisce di Verme al 2%. Si stupiscono dell’altro, quello che il cervello lo usa.
Italiano Medio prende di mira lo stesso pubblico che normalmente ci si immagina accorrere in massa per vedere l’ultimo cinepanettone, lo stesso che, in parte, potrebbe essere accorso a vedere Italiano Medio.
Per fare un esempio, Capatonda non risparmia la scena della scorreggia. Giulio è un verme, non è aggressivo e non è capace di farsi valere. Si tiene tutto dentro, inclusi i gas. Lui dice che non vuole emettere metano perché inquinerebbe il pianeta. Quando prende la pillola, come prima cosa si libera di tutto ciò che ha sempre trattenuto in una sonora e teatrale scena di scorreggia. A quel punto lo spettatore può decidere se ridere del peto in sé o dell’idea che in effetti chi il cervello non lo usa e va avanti per bassi istinti ha l’indubbio vantaggio di sentire molto meno stress, di liberarsi subito di tutto senza preoccuparsi di niente.

Italiano Medio ci prova davvero a lanciare frecciate sulla società, sulla superficialità dilagante e sull’assenza (o quantomeno sulla completa confusione) dei valori. In parte ci riesce e per questo posso dire, alla fine, di aver gradito il film. In parte ho trovato queste intenzioni un po’ castrate da un uso quanto meno discutibile del mezzo. Ma ora ne parliamo.

 

Il film

Italiano medio: un'altra scena del film

Italiano Medio, intenzioni e tematiche a parte, è un film. I film hanno regole da seguire e regola da infrangere, possibilmente con criterio. In Italiano Medio ho sentito molto la mancanza di una mano un po’ più sicura sulla regia e di una scrittura più consapevole. La comicità è in buona parte talento, simpatia, istinto per i tempi e per le pause, espressività della voce e gestualità. Non lo metto in dubbio, ma non è tutto, assolutamente.

Stanis nella serie di Boris non parla a caso. Esistono delle regole e una di queste è che nella costruzione di un ambiente o di una situazione assurda bisognerebbe sempre lasciare una porta per lo spettatore. Un punto di vista più mite, più neutro. Quasi tutte le commedie americane più riuscite hanno un protagonista che, a ben pensarci, è il meno comico tra tutti i personaggi del cast. Le serie tv comiche (Scrubs, Friends, The Big Bang Theory, How I Met your Mother, …) hanno sempre un protagonista più mite di tutti gli altri, più equilibrato e la cui visione del mondo è in qualche modo più vicina a quella dello spettatore ideale. Non che non facciano ridere, ma non sono quasi mai ridicoli. Servono a dare lo 0, il centro. E’ grazie a loro che puoi misurare quanto assurda sia una situazione all’interno del mondo del film. Perfino i film di Mel Brooks hanno protagonisti lucidi, realistici, immersi in situazioni chiaramente surreali.

Questo centro in Italiano Medio non l’ho trovato. All’inizio sembra che debba essere Franca, la sua ragazza che pur condividendo lo spirito ambientalista vorrebbe anche divertirsi un po’, ma lei scompare dopo pochi minuti per riapparire alla fine del film. Da quel momento Italiano Medio diventa una successione di gag e battute del tutto simili ai finti trailer e alle altre produzioni di Maccio. Non dico che sia un lato negativo, è giusto che mantenere un proprio stile per molte ragioni. Tuttavia credo che da un film per il cinema sia lecito aspettarsi una struttura un po’ più solida e qualche accorgimento in più.

Può anche darsi che tutto questo sia solo una mia costruzione. Se passate di qui anzi, sentitevi invitati a dirci cosa ne pensate.

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2 pensieri riguardo “Italiano Medio: famiglia, prostituzione, soldi e gassosa

    1. Ciao, passo volentieri a leggere! Le gag mi sono sembrate le stesse delle clip brevi, e forse anche quello è il problema. La comicità avrebbe dovuto essere adattata al respiro diverso di un film, no?

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