Se gli impresentabili appoggiano il PD

Vincenzo De Luca è il candidato governatore PD per la Campania alle prossime elezioni regionali. Sorvoliamo sulla candidatura di De Luca, ha vinto le primarie nonostante i diversi problemi con la giustizia e questo per il PD vale più di qualsiasi condanna (l’ultima è quella in primo grado per abuso d’ufficio nel gennaio 2015). De Luca è un uomo forte in Campania, capace di portare un sacco di voti e ultimamente anche dalle alleanze spericolate.

La lista è lunga, ma abbiamo tempo:

  • Rosalba Santoro (moglie di un inquisito per concorso esterno in associazione mafiosa), trovate una sua intervista dove parla anche dei legami del marito con Cosentino e dei guai giudiziari in cui è in corso qui e qui. Certo non c’è ancora una sentenza passata in giudicato per i tre gradi di giudizio e fino ad allora esiste (e va rispettata) la presunzione di innocenza, ma un partito come il PD che vuole fare del taglio con il passato il suo cavallo di battaglia, ci si aspetta uno sforzo maggiore nel cercare candidati senza avvisi di garanzia et similia.
  • Attilio Malafronte, detto «Mr Calibro 12», finito agli arresti domiciliari e poi scarcerato per una presunta compravendita di sepolture al cimitero comunale, durante la perquisizione gli fu trovato in un armadio un fucile calibro 12, da lì il soprannome di tutto rispetto. L’accusa sulle sepolture riguarda l’esumazione anzi tempo per fare posto a defunti “di amici di amici”. Come direbbe Marina Massironi: Rabbrividiamo, brrr.
  • Enrico Maria Natale, il cui padre è stato arrestato e poi rilasciato con l’accusa di associazione a delinquere. Se n’è occupato Servizio Pubblico in questa intervista.
  • Carlo Aveta, ammiratore di Mussolini e presenza fissa ogni anno a Predappio, che sulla foto alla tomba del duce ironizza: «Evidentemente non ne hanno trovate né con i trans, né con le mazzette…». ma suo figlio l’ha chiamato anche Benito. Non so come si possa associare una lista con un personaggio del genere a quella di un partito come il PD che si dichiara di centro sinistra.
  • Adriano Tilgher fondatore di Avanguardia Nazionale, assolto nel processo per le stragi dell’Italicus e della Stazione di Bologna, accusato in più occasioni di ricostituzione del partito fascista

Il più bello di tutti rimane come sempre Matteo Renzi: “In liste per De Luca candidati che non voterei mai” e ancora “alcuni candidati mi imbarazzano, ma le liste del Pd sono pulite”. Bellissimo esercizio di funambolismo politico da parte del premier. Se anche lui non li voterebbe implicitamente sta dicendo “noi siamo puliti, sono le liste esterne che hanno problemi di credibilità”. Allora perché fate accordi del genere? Domanda retorica visto che la risposta è sotto gli occhi di tutti, cioè che i “baroni” dei voti fanno comodo a tutti, e in questo il PD non è differente da tutti gli altri partiti. Poi poco importa se la galassia di voti include zone nebulose dove il confine tra legalità e illegalità e sfumato. Ecco, questa sfumatura mi da fastidio, ritengo inaccettabile l’idea che pur di vincere si imbarcano nella corsa elettorale elementi di dubbia estrazione. Non dico che siano colpevoli di aver fatto qualche tipo di crimine, ho usato di proposito il termine “dubbio” perché proprio il dubbio dovrebbe essere un argomento valido per escludere dalle liste determinati elementi. Non è discriminazione, è perché chi poi va a votare non deve turarsi il naso oltre a dare la possibilità a queste persone di poter chiarire le loro posizioni nelle sedi opportune. .

Il dato di fatto è che chi porta voti è sempre ben accetto, poco importa se la provenienza è dubbia. Si fa una lista a parte, si appoggia quella del PD e così si ottengono due piccioni con una fava: il PD resta pulito, i voti arrivano con buona pace dei cittadini. Strategia vincente, un po’ come quella messa in campo alle regionali nel Lazio nel 2010. Allora il PD appoggiava Emma Bonino che perse contro Renata Polverini. Ieri come oggi liste separate, Così che: se avesse vinto la Bonino avrebbero vinto tutti, se avesse perso sarebbe stata lei a perdere. Così infatti andò a finire.

Diverso il discorso per i nostalgici del pnɔǝ. Con quale coraggio si fanno accordi con determinate frange che frequentano Predappio, che “il pnɔǝ ha fatto cose buone prima dell’alleanza con Hitler” e stronzate del genere. Vi do’ solo qualche numero della follia fascista:

42 fucilati nel ventennio su sentenza del Tribunale Speciale.
28.000 anni complessivi di carcere e confino politico.
80.000 libici sradicati dal Gebel con le loro famiglie e condannati a morire di stenti nelle zone desertiche della Cirenaica.
700.000 abissini barbaramente uccisi nel corso della impresa Etiopica e nelle successive “operazioni di polizia”.
350.000 militari e ufficiali italiani caduti o dispersi nella Seconda Guerra mondiale.
45.000 deportati politici e razziali nei campi di sterminio, 15.000 dei quali non fecero più ritorno.
640.000 internati militari nei lager tedeschi di cui 40.000 deceduti ed i 600.000 e più prigionieri di guerra italiani che languirono per anni rinchiusi tra i reticolati, in tutte le parti del mondo.
110.000 caduti nella Lotta di Liberazione in Italia e all’estero.

Oltre all’enorme bufala che fu il fascismo a istituire la pensione e il diritto di assentarsi per malattia, cose già presenti dal 1919 tramite la Cassa Nazionale per le Assicurazioni Sociali (CNAS).

Alla fine cosa possiamo fare noi cittadini di fronte a quest’ennesima presa in giro da parte di un partito che dovrebbe essere di sinistra e mira a guidare il gruppo dei socialisti europei? la risposta è semplice: NON VOTARLI.

Dicono che l’elettorato di sinistra differisce da quello di destra perché è più severo e meno propenso a perdonare le malefatte dei suoi rappresentanti, vedremo….

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