Le redini dell’Europa

Dopo meno di un anno la Grecia sarà chiamata di nuovo alle urne. Alla fine la linea di Berlino ha prevalso, dopo il referendum greco l’onta andava lavata. La mossa demagogica di Tsipras nell’appellarsi al consenso popolare è stata un boomerang: il leader di Syriza ha bluffato e ha perso. Certo, ha salvato la Grecia dal tracollo, ma non sappiamo se sia stato un salvataggio o un accanimento terapeutico, perché il risultato si è tradotto in: un accordo peggiore per la Grecia; un partito spaccato, con numerose fuoriuscite, nonostante appena 10 mesi fa avesse stravinto le elezioni; elezioni imminenti con un considerevole calo di popolarità; e, infine, l’ombra dei nazionalismi che si allunga sulla penisola ellenica. La Germania vince, i soldi prestati torneranno a casa, oppure la Grecia sarà svenduta agli investitori esteri, e anche lì ci sarà di che guadagnare (sempre dal punto di vista tedesco).

Altra mossa di Berlino è quella sull’immigrazione e in questo Frau Merkel si è dimostrata un’abile politica. Di fronte all’esodo, che sta raggiungendo livelli mai registrati da un secolo a questa parte, la cancelliera ha aperto all’accoglienza dei profughi, senza dimenticare di dare un’appoggio al governo italiano su un tema che sta mettendo in difficoltà l’esecutivo Renzi. La Germania si dice disposta ad accogliere i migranti, in gran parte siriani, che percorrono le rotte dell’est, lasciando ai paesi mediterranei, Italia in testa, l’onere di coloro che provengono dalla Libia. Così la Germania si assicura la porzione di profughi meno problematica da gestire, i siriani in fuga sono per la maggior parte famiglie laiche, con un buon grado di istruzione, documenti validi e facili da inserire nella società. Le rotte che passano per la Libia invece sono totalmente gestite della criminalità organizzata, i migranti sono spesso senza documenti e in fuga da condizioni di miseria a cui si aggiungono i soprusi degli scafisti. Dal punto di vista umanitario, la rotta mediterranea è di gran lunga più complessa, perché oltre all’accoglienza, necessita di un forte contrasto ai “mercanti di esseri umani”, spesso in combutta con malavitosi nostrani. Di nuovo, la Germani vince, grazie sopratutto all’abilità politica di Angela Merkel.

Dopo cento anni, due guerre mondiali, le ferite dell’olocausto e la cortina di ferro, eccoci di nuovo con la Germania leader sempre più incontrastato in Europa. Con questi presupposti, l’idea di Altiero Spinelli di un’Europa federale, sfuma. Certo non solo a causa delle politiche tedesche, anzi, forse di più per l’incapacità politica degli altri stati e la perdita di identità unitaria da parte di buona parte dei cittadini europei. E’ in questo che Angela Merkel si dimostra lungimirante, in un’Europa allo sbando, lei prende le redini e governa.

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