Un suicidio politico

Prima la Panda, poi l’invito a Philadelphia da parte del Papa, gli scontrini e le dimissioni, forse…

Quella di Ignazio Marino è un’odissea, voleva un incontro con Renzi, che come fa di solito quando licenzia qualcuno, gli mostra il due di picche.

Il sindaco di Roma ci mette 17 giorni per ritirare le sue dimissioni, volendo il confronto in aula. Se fosse stato un abile politico non le avrebbe mai presentate e sarebbe passato direttamente per la Giulio Cesare. Invece ci ha messo tanto, troppo, soprattutto se hai contro un machiavelliano come il nostro Premier.

Anche se avesse i numeri per rimanere in carica, cosa otterrebbe? Roma è una città difficile, allo sbando e con forti criticità. Quello che non le serve è proprio una giunta azzoppata e debole. Chi scrive ha sempre pensato che Marino è persone per bene, ma non basta, la politica è altra cosa come ha spiegato bene kianti classico.

Quello di Ignazio Marino è un suicidio politico, mentre Roma viene divorata dagli sciacalli.

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