Intervista a Cicerone

Anche in televisione oramai gli “esperti” non sembrano più esserlo, visto che ripetono chiacchiere da bar che potrebbe fare chiunque. La politica è in mano ai dilettanti. Gente che abusa del potere glorioso della parola in cerca di un mero consenso immediato senza capire che il potere è qualcosa che va costruito nel tempo, altrimenti crollerà velocemente tanto quanto fu edificato. Mafia Capitale, il pericolo dell’ISIS, la guerra, l’Euro, nessuno fa più vere analisi, ma vive di frasi fatte e citazioni, spesso decontestualizzate (vedasi il caso Oriana Fallaci).

I nostalgici quindi menzionano spesso i maestri del passato a cazzo di cane. Noi abbiamo deciso di ovviare a questo problema chiedendo un’intervista ad uno dei diretti interessati. Nel farlo abbiamo scelto Marco Tullio Cicerone, difensore della patria, politico conservatore ma in costante dialogo con la fazione avversa. Lo abbiamo raggiunto nella sua villa lontano dagli scandali, per conoscere il suo pensiero circa questo momento drammatico per il nostro paese.

In questo locus amoenus ci ha accolto con la grazia dell’uomo colto e dopo averci offerto del buon vino, sdraiato su un comodo triclinium, ci ha deliziato con le sue riflessioni.

***

Anzitutto Senatore, grazie di averci ricevuto in amicizia

Degno di amicizia è chi ha dentro di sé la ragione di essere amato.

Beh, speriamo di possederla allora. Entriamo subito nel vivo. Ha sentito degli attacchi a Parigi? Cosa ne pensa?

La vita dei morti è riposta nel ricordo dei vivi.

Già, ma ora i vivi che dovrebbero fare?

Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra.

Ah, sembra di sentire Luttwak, ma la guerra a chi?

Annibale è alle porte.

Cioè i terroristi? Ma non vengono da fuori! Sono cittadini europei.

O tempi, o costumi!

Eh già, la faccenda è complessa. A peggiorare le cose poi ci si mette anche una classe dirigente che non pare all’altezza.

Chiunque può sbagliare, ma nessuno, se non è uno sciocco, persevera nell’errore.

Il punto è proprio questo. Che siano tutti sciocchi?

Non con le forze, non con la prestezza e l’agilità del corpo si fanno le grandi cose, ma col senno, con l’autorità, col pensiero.

Lei insomma ci raccomanda persone autorevoli. Non sempre però i più autorevoli sono i più votati. Come si concilia questo con la democrazia?

Nei dissensi civili, quando i buoni valgono più dei molti, i cittadini si devono pesare, non contare.

Vabbè ma lei è un antidemocratico! C’era da aspettarselo del resto.

La salute del popolo sia la suprema delle leggi.

Ah, però adesso difende gli ultimi. Forse lei è davvero una persona straordinaria.

Il saggio stesso formula spesso opinioni su ciò che non conosce, non di rado è in preda alla collera, cede alle preghiere e si calma, corregge talora – se così è meglio – le sue affermazioni e talora cambia parere; tutte le virtù sono temperate dal giusto mezzo.

Già. Da vero illuminato lei riconosce i suoi limiti (mica come D’Alema!)

Grave è il peso della propria coscienza.

Immagino. Lei ha avuto grandi responsabilità, le sarà successo di dover prendere decisioni importanti, con ripercussioni sui più.

O fortunata Roma, nata sotto il mio consolato!

Ok, lei è stato bravissimo contro Catilina, ma alle conseguenze delle sue azioni ci pensa?

Non siamo nati soltanto per noi stessi.

Esattamente. E quindi come fare?

Fondamento della giustizia è la fiducia, cioè la costanza e la sincerità nel mantenere le cose dette e convenute.

Qualità non da tutti. Forse tanta saggezza si apprende con l’età.

Anche una vita breve è abbastanza lunga per vivere con virtù e onore.

Cioè? La natura umana è sempre la stessa?

Ciascuna parte della vita ha un suo proprio carattere, così che la debolezza dei fanciulli, la baldanza dei giovani, la serietà dell’età virile e la maturità della vecchiezza portano un loro frutto naturale che va colto a suo tempo.

Ogni sua risposta, che uno sia d’accordo o meno, fa riflettere, forse perché lei è un antico, e ha millenni di esperienza alle spalle.

Ignorare tutto quello che accadde prima che tu nascessi, equivale ad essere sempre fanciullo.

L’importanza della storia per capire il presente quindi.

La storia è maestra di vita.

Beh, che dire, parlare con lei è stato illuminante. Non possiamo che ringraziarla per la sua disponibilità ed augurarci di poterle parlare ancora augurandole un buon riposo adesso che è in pensione.

La vecchiaia, specialmente quella che ha conosciuto tutti gli onori, possiede un’autorità che vale ben più di tutti i piaceri della giovinezza

***

Con molta umiltà sono uscito con reverenza da quella villa baciata dal sole, ripensando alle parole di quel personaggio che fu Cicerone.

Le domande sono tutte mie, e quindi sicuramente non all’altezza.

Le rispose invece sono tutte sue. Cercare per credere!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...