Dialogo di un militante dell’ISIS con la madre

Una capitale europea, quartiere residenziale in un piovoso pomeriggio d’autunno. La camera è fredda, le pareti spoglie e le mensole ai muri deserte. La Madre è sull’uscio della porta, appoggiata ad uno stipite. Si tormenta le mani nervosamente, stringendo un fazzoletto di carta. Guarda il Figlio intento a riempire una valigia aperta sul letto.

La Madre: – Stai facendo le valigie, quindi hai deciso di andare.

Il Figlio: – Ne abbiamo già parlato.

La Madre: – Parlato di cosa? Non fai solo che inveire contro tutto…

Il Figlio, senza degnare di uno sguardo la Madre: – Non è colpa mia se siete tutti impuri.

La Madre: – Ci tratti come degli appestati… Si può sapere cosa ti abbiamo fatto? – con la voce di chi cerca di capire.

Il Figlio, sempre intento sulla valigia: – Cosa avete fatto? Cosa siete piuttosto! Degenerati infedeli che offendono dio con i loro costumi. Mercimonio e prostituzione sono la normalità, muri tappezzati di donne che offrono il loro corpo. – La voce inizia ad alzarsi: – Persone alla costante ricerca del piacere, che perdono la propria anima nel desiderio del possesso. Che affogano nelle proprie case, circondati da roba che un vero musulmano non dovrebbe mai avere, mentre le loro armi uccidono migliaia di credenti che difendono la loro fede.

La Madre: – Ma ti stai ascoltando? Una volta ti piaceva questa città, quest…

Il Figlio lascia stare la valigia e si gira di scatto verso la Madre puntando l’indice: – Prima non vedevo, poi la vera fede mi ha aperto gli occhi.

La Madre non arretra: – La vera fede, dici? Da quando hai cominciato a frequentare quei poco di buono che dicono di essersi convertiti non parli che di fede, disprezzando ogni cosa. Non sono altro che spacciatori e ladruncoli che non hanno nulla a che vedere con la fede musulmana, distorcono la religione per giustificare le loro malef…

NON TI PERMETTERE DI PARLARE MALE DEI MIEI FRATELLI!! – urla il Figlio. Una vena gli si gonfia sulla fronte e comincia a pulsare: – Loro mi hanno fatto vedere che genere di fogna sia l’Occidente, blasfemi crociati dediti al “dio denaro”. – Le parole gli escono dai denti come stilettate di veleno.

La Madre, facendo un passo indietro: – In cosa abbiamo sbagliato? Non ti abbiamo fatto mancare niente…

Il Figlio: – Vedi!? Ragioni anche tu come loro, come una sporca infedele…

La Madre, con gli occhi lucidi: – Ti abbiamo fatto studiare, hai frequentato la migliore università, ti sei laureato con il massimo dei voti…

Il Figlio: – Certo, mi avete mandato nelle vostre fabbriche di indottrinamento così da far diventare anche me un degenerato senza dio.

La Madre: – Cosa c’entrano gli studi economici con la religione? Me lo spieghi?? – La voce è rotta come di chi sta per scoppiare in lacrime.

Il Figlio: – Tutto c’entra con la religione! Chi possiede la fede non ha bisogno di null’altro. Non so cosa farmene delle vostre lauree, dei vostri studi, dei vostre Università e tutto il resto. La fede viene prima di qualsiasi cosa: il vero dio ce lo dice ed è questo quello che lui vuole. – Lo sguardo è freddo, poi torna a riempire la valigia.

La Madre, ripetendo sottovoce: – …quello che lui vuole… – Poi riprendendosi come da una sorta di trance: – …e cosa vorrebbe che tu facessi?

Il Figlio, con un mezzo sorriso e gli occhi di chi ha fugato ogni dubbio: – Ah, lo vedrai, tutti lo vedrete e tremerete.

Finisce di sistemare le ultime cose in valigia, la chiude e si avvia verso la porta: – Non mi cercate. Con l’aiuto di dio un giorno farò ritorno in questo posto che sarà liberato dagli infedeli.

La pioggia batte fredda sui tetti di una capitale europea, mentre una sagoma si allontana, lenta, nera, inesorabile.

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