Non è un Paese per giovani

Nel racconto renziano l’Italia è un Paese dinamico, dove le cose funzionano e la spinta ottimistica “del fare” non può essere fermata dai “soliti gufi che remano contro”. In realtà l’Italia è ancora (purtroppo) un Paese vecchio, dove le corporazioni la fanno da padrone e lo svecchiamento è un processo che avviene soltanto a parole. Il tanto sbandierato Jobs act, dati alla mano, è una misura debole, utile solo ad alimentare la demagogia del Presidente del Consiglio. Un altro esempio è il caso Boschi, dove si arriva al paradosso dello stesso ministro Boschi che si vota la Fiducia.

Accantonata l’era berlusconiana, raccontare spudoratamente falsità è tornato ad essere un ottimo strumento per il proprio tornaconto politico, la notizia passa per vera, nessuno controbatte, 1-0 per il Presidente del Consiglio. Renzi sa che oggi l’Italia è un Paese meno incline al pensiero critico e capace di giudicare solo in base alla propria esperienza diretta e ne fa tesoro. Mi riferisco alla sua affermazione fatta a “L’Arena” di Giletti riguardo la presenza in aula del M5S durante il voto sulla legge di stabilità. La cosa è stata sbugiardata da Bufale.net, che ha dimostrato come i pentastellati fossero in aula. Grazie anche all’accondiscendenza dell’intervistatore di turno, il Presidente del Consiglio si autodipinge come “uomo del fare” (vi ricorda qualcosa?) e gli oppositori ne escono denigrati.

Sui diritti civili siamo ultimi in Europa, in questi giorni si discute in parlamento sul riconoscimento delle unioni civili. La proposta di legge sta per approdare in Aula per il dibattito parlamentare e il PD (come al solito) si è mostrato ancora diviso. Il presentimento è che ne verrà fuori il solito guazzabuglio all’italiana che accontenta tutti e non è utile a nessuno.

In Europa invece Renzi batte i pugni dimostrandosi un dilettante, alzando il livello dello scontro sulla flessibilità dei conti in regola per l’Italia. Dietro questo c’è anche il caso Ilva e il rischio di dire addio all’acciaio italiano se non verranno rispettati i parametri ambientali imposti dall’Europa.

In tutto questo, Renzi non si fa mancare qualche colpo di mano autoritario, come nel caso della scelta dei giudici amministrativi, il cui unico precedente risaliva a Mussolini (Il commento lo lasciamo al giurista Giovanni Virga).

La retorica di Matteo Renzi ci dice che l’Italia sta cambiando ed è “#lavoltabuona”, ma nonostante la propaganda l’Italia rimane un Paese legato alle vecchie logiche di immobilità, dove il rinnovamento è solo a parole. I meccanismi che bloccano lo sviluppo restano gli stessi degli anni passati e chi dovrebbe amministrare cammina sullo stesso solco di chi ha trasformato il Bel Paese in una Cenerentola vecchia e stanca. Per questo continua a non essere un Paese per giovani.

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