5 Stelle sulle Unioni Civili: la Balena Bianca o la sua imitazione

Si sa, il Movimento 5 stelle è percorso da tante anime. L’infornata di “gente comune” che ha fatto entrare in Parlamento ci ha permesso di conoscere persone come: Paola Taverna, anti-vaccinista e anti-vivisezionista (la vivisezione non esiste in Europa da anni, ma va bene…); Paolo Bernini, convinto che tra poco verrà impiantato a tutti un microchip per controllarci; Carlo Sibilia, negazionista dello sbarco sulla Luna; Tatiana Basilio, detentrice delle “prove schiaccianti” sull’esistenza delle sirene. Qui una raccolta degli scivoloni. Abbiamo conosciuto anche parlamentari che hanno dimostrato di saper districarsi nei palazzi della politica, come: Roberto Fico, Presidente della commissione parlamentare di Vigilanza Rai; Luigi Di Maio, vice Presidente della Camera e forse la figura più politica di tutto il Movimento 5 Stelle; Alessandro Di Battista, passionario capogruppo alla Camera per i 5 Stelle.

Questi ultimi tre sono il famoso “triumvirato” che con il defilarsi di Grillo dovrebbe dettare la linea politica del Movimento. Non so quanto questa cosa sia vera, ma devo dare atto che, in poco meno di tre anni in Parlamento, di esperienza politica ne hanno fatta, con buona pace delle spinte anti casta che li hanno proiettati in Parlamento. Nei dibattiti, parlamentari e non, usano parole misurate e tengono testa a politici di lungo corso senza per forza dover parlare alla pancia delle persone.

Un esempio su tutti è il caso sul disegno di Legge sulle Unioni Civili, detto anche ddl Cirinnà (dal nome della prima firmataria). Non entro nel merito dell’opportunità di una legge del genere vista l’ovvietà dell’argomento, anzi, se anche fosse approvata oggi stesso senza modifiche, comunque resterebbe una legge retrograda rispetto alle altre legislazioni europee in materia, ma si sa che l’Italia è un Paese conservatore, quindi meglio la Cirinnà che niente. Il disegno di legge è frutto di un’operazione politica durata un anno tra il PD e le forze di opposizione, in primis i 5 Stelle.

Alla vigilia del voto in Aula, i 5 Stelle dichiarano di non votare la legge con conseguente rinvio di una settimana. Le prime conseguenze si sono già viste con le uscite censorie di chi storicamente preferisce negare un diritto in nome di non si sa bene quale valore assoluto di cui si sente custode: un misto di populismo e disinformazione senza capo né coda. Tornando ai 5 stelle, troviamo Di Battista che spiega i motivi del ritiro del voto in questo video

 

 

Peccato che abbia omesso ad arte alcuni elementi che la stessa Cirinnà ha voluto sottolineare:

In questi due giorni si sono lette ed ascoltate molte affermazioni che lasciano interdetti.
Pubblichiamo un approfondimento su alcune delle domande più ricorrenti e su cui si fa maggiore disinformazione:

– Se il PD ha la maggioranza approvi la legge senza altri partiti:

NO, il PD al senato non ha i numeri per approvare da solo nessuna legge. E’ per questo che governa con altri partiti. Questi ultimi non avrebbero mai approvato una legge efficace sulle Unioni Civili, motivo per cui i voti di forze che si erano dichiarate favorevoli già in commissione al ddl Cirinnà, sono fondamentali per dare diritti a milioni di persone.

– Il Governo usi la “fiducia”

NO il Governo non può mettere la fiducia.
Quello sulle Unioni Civili è un disegno di legge parlamentare, fatto lavorando insieme e contando sui voti di forze di opposizione, ma su questi temi più progressiste. Sui disegni di legge, non essendo prodotti dal governo in carica (ma dal parlamento appunto), non può essere chiesto un voto di fiducia delle forze che sostengono il governo stesso.
Per chiedere il voto di fiducia, il PD avrebbe dovuto produrre insieme alle forze di governo un decreto di conversione del disegno di legge, ma questo avrebbe significato un inevitabile accordo al ribasso sui diritti delle persone e delle famiglie omogenitoriali.
Stando così le cose, si vuole forse con questo invito annunciare che partiti che non fanno parte della maggioranza voterebbero la fiducia? O, come è più probabile, si sta invece dimostrando che più che l’approvazione di una legge sui diritti delle persone omosessuali, l’obiettivo è solo quello di mettere in difficoltà il Governo e il partito di maggioranza relativa che ne fa parte? Legittima strategia di una forza di opposizione, sia chiaro, basta che questa posizione venga allora esplicitata e spiegata a tutte le persone che da trent’anni, più che una lotta tra partiti si aspettavano e si aspettano un accordo per una legge sui loro diritti negati.

– Il canguro non serve a niente!

NO, non è vero. Utilizzare o non utilizzare lo strumento del canguro può voler dire avere o non avere una legge sui diritti, a prescindere dalle diverse posizioni esistenti in tutti i partiti. Questo perché l’emendamento Marcucci (il canguro appunto) toglierebbe di mezzo tutti quei voti segreti che grazie ai molti nemici di questa legge potrebbero non solo peggiorare, ma invalidare e rendere inefficace la legge nel suo complesso.

– Il “canguro” (meglio un emendamento premissivo di principio) è incostituzionale

No, non lo è. Il cd. “canguro” (emendamento premissivo di principio) rientra a pieno titolo nel potere di emendamento previsto dalla procedura parlamentare, ed è presente nella prassi del Senato da quasi vent’anni.
Dunque artificioso, discutibile quanto si vuole sul piano politico, ma non incostituzionale.

– Il “canguro” annulla la discussione

Non è così. Un emendamento premissivo di principio come quello a firma Marcucci (che potete leggere qui:http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp…) non annulla la discussione. Evita semplicemente che si discutano gli emendamenti ostruzionistici, e quelli che vanno in contraddizione con l’impianto della legge.
Insomma: non spariscono tutti gli emendamenti, ma solo quelli pensati per minare alla base l’impianto della legge, che, se approvati, di fatto la distruggerebbero.
Sugli emendamenti che si muovono nel perimetro della legge c’è normale dibattito. Un dibattito – piccola differenza – costruttivo.

– Votate col voto palese e metteteci la faccia

Il PD per primo ha chiesto che i voti siano tutti palesi, ma purtroppo non funziona così. Perché si abbia il voto segreto, basta che 20 senatori ne facciano richiesta su temi specifici. Cosa che con ogni probabilità chiederanno proprio quei senatori interessati a fare crollare la legge, e proprio su quegli emendamenti pensati come trappole perché questo accada.

– Con due giorni si votano tutti gli emendamenti:

NO, non è vero. Non si potrebbe votare la legge in un giorno, ne in due e neanche in tre.
La discussione con questo numero di emendamenti e di incognite sul voto segreto durerà settimane.
Volete un calcolo di quanto?
Per prima cosa, quanti sono gli emendamenti? Ci sono i 580, (non 500 come viene detto) sopravvissuti degli otre 5000 presentati inizialmente dalla Lega. Ad essi ne vanno aggiunti qualche altro centinaio provenienti da NCD, FI, e destre varie (oltre ai 40 residui del PD).
In tutto, circa circa 800 emendamenti che non si votano in due giorni. E chi lo afferma mente sapendo di mentire. Perché? Andiamo per punti:
• innanzitutto per via del loro contenuto, visto che come abbiamo detto specialmente quelli leghisti sono innanzitutto trappole, 500 trappole;
• per le condizioni in cui lavora l’Aula: senza relatore, senza pareri del Governo e, soprattutto, senza possibilità di contingentamento dei tempi, (massimo 2 minuti a intervento) e previsti solo per i decreti legge del governo, (non per un disegno di legge come quello per le Unioni civili in discussione);
• stando così le cose, per ogni emendamento al ddl, ogni gruppo potrebbe parlare 10 minuti. Siccome in parlamento ci sono 10 gruppi, il calcolo del tempo di discussione necessario per gli 800 emendamenti sarebbe di 1333 ore (10 min X 10 gruppi X 800 emendamenti / 60). Circa 166 giornate lavorative di 8 ore ciascuna: un anno di lavoro medio, se l’aula si riunisse tutti i giorni lavorativi occupandosi solo di questo ddl. Dato che potrebbe ridursi a 56 giorni, circa 2 mesi, ma il senato dovrebbe riunirsi in seduta permanente notte e giorno senza mai pause, nemmeno per mangiare o dormire.
• Se, invece, vogliamo guardare il problema da un’altra angolazione, per discutere tutti gli emendamenti in due giorni (l tempo sventolato in questi giorni come realmente necessario), ossia circa 11 ore di aula, il senato dovrebbe e votare un emendamento ogni 50 secondi circa (11H*60Min*60sec/800).

– Ci avete messo 2 giorni a votare 900 emendamenti alla Costituzione allora perché dite che è impossibile?

Perché, come già detto prima, il ddl costituzionale era un ddl governativo che aveva un contingentamento dei tempi (non si poteva parlare più di due minuti a gruppo) mentre il ddl cirinnà non ha alcun contingentamento.

– Il parlamento non ha avuto tempo per discutere questo ddl

NO non è vero che il parlamento non ha avuto tempo per discutere. La legge è in discussione dal GIUGNO 2013, e dal giugno 2013 subisce ostruzionismi di ogni forma e da ogni parte proprio per non essere approvata. E iniziamo a pensare che questo sia solo l’ennesimo.

Qui il link al post della senatrice Cirinnà.

Chi di social ferisce…

Il vero punto è un altro, questo disegno di legge è figlio di tempi incerti. Il rimpasto di Governo ha scontentato molti renziani affamati di poltrone e ne sta pagando lo scotto, come ha detto la stessa Cirinnà.

Cosa ancora più importante, siamo alla vigilia di una importante tornata elettorale, si voterà per le amministrative in molte importanti città tra cui Roma e Milano. Il ritiro del voto 5 Stelle è palesemente una strategia elettorale: hanno trovato un cavillo, lo hanno montato ad arte e per un ritorno in termini elettorali e hanno sacrificato sull’altare del voto amministrativo i diritti civili di migliaia di persone. Certo, per arrivare al calibro di artisti come Francesco Cossiga o Giulio “il divino” Andreotti, ne hanno strada da fare.

Di fatto riescono solo ad essere una parodia della Balena Bianca, cercando di radunare, nel nome dell’anticasta, tutti coloro che non stanno nella o sulla Balena. La loro ingenuità si palesa di fronte all’accordo del PD con gli esponenti della maggioranza non favorevoli al ddl Cirinnà: i 5 Stelle, per voce di Luigi Di Maio, si dichiarano disposti a votarla così com’è, senza capire che ormai hanno indebolito il loro Movimento e rafforzato la vera Balena Bianca, quella 2.0 di Matteo Renzi.

Boicottando il disegno di legge sulle Unioni Civili e stroncando la discussione su un argomento delicato come l’adozione da parte del partner dei figli naturali, i 5 Stelle volevano mettere in atto un’operazione di raccolta voti da quel grosso bacino elettorale che è il centro destra in disfacimento. Alla fine si sono trovati assediati dal loro elettorato progressista, il quale chiedeva a gran voce da tempo una legge in merito, inoltre hanno fatto l’ennesima figura di inaffidabili, facendo il gioco dei vertici del Partito Democratico.

Ora che il Governo porrà la fiducia dopo l’accordo con NCD e lo stralcio delle adozioni, i 5 Stelle hanno reso utile il peso di Alfano, regalando al Paese una pessima legge e facendo l’ennesima figura di chi non ha la minima idea di cosa significhi legiferare (o governare). Volevano battere “Matteino” sul suo stesso campo e hanno perso miseramente.

Che sia una Balena Bianca 2.0 o la sua imitazione, il messaggio è lo stesso: moriremo tutti democristiani.

[Immagine in evidenza di Mauro Biani]

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...