Chiacchiere da bar sulla Turchia

Qualche settimana fa mi è capitato di parlare della situazione in Turchia con un professore universitario di Ingegneria greco (per semplicità lo chiameremo Athanasios). Athanasios vive in Italia da oltre 20 anni, ha la doppia cittadinanza, è sposato con un’italiana e ha tre figli in età universitaria. Athanasios si sente greco e italiano allo stesso tempo, è orgoglioso delle sue origini greche ed è riconoscente nei confronti dell’Italia che gli ha dato tante opportunità. E’ appassionato di geopolitica ed ero curioso di conoscere il suo parere riguardo il sedicente golpe in Turchia.

Eravamo concordi che fosse alquanto assurdo che ci fosse stato un golpe militare in un Paese della NATO e che a Bruxelles e Washington non ne sapessero nulla. Come in seguito si è visto, il golpe turco sembra essere stato un colpo di mano di Erdogan per assumere maggiori poteri e fare piazza pulita degli oppositori. Secondo Athanasios, quello di Erdogan è stato un tentativo disperato prima della fine. Il prossimo passo sarà l’espulsione della Turchia dalla NATO e nel prossimo autunno/inverno arriverà il vero golpe che porterà alla spaccatura dello Stato turco. Le motivazioni vanno cercate nella deriva islamico/totalitaria del Presidente turco e dal subbuglio interno alla sua società, oltre agli interessi economici legati al transito dei gasdotti il cui controllo è conteso tra Russia e Paesi NATO. Proprio questi ultimi, sempre secondo Athanasios, sono più interessati alla creazione di uno Stato curdo facilmente controllabile in vista anche della normalizzazione nello scacchiere siriano.

Situazione molto complessa ma che può essere riassunta in due parole: Guerra Fredda.

Sono passati diversi giorni da quel piacevole colloquio, e ascoltando le ultime notizie e leggendo tra le righe, i fatti sembrano dargli ragione. Il Primo ministro turco Binali Yıldırım ha minacciato la Cenerentola UE di rendere nulli gli accordi sui migranti, paventando un’invasione di rifugiati nel Vecchio continente. Erdogan ha rincarato la dose dichiarando di voler reintrodurre la pena capitale sfidando le Cancellerie europee e pretendendo delle risposte sul processo di adesione alla UE. Ha preteso l’estradizione dagli Stati Uniti di Fethullah Gulen, responsabile (secondo Erdogan) del fallito golpe. Infine è volato a Mosca a colloquio con Vladimir Putin nel tentativo di rappacificare i due Paesi dopo l’incidente dell’abbattimento di un aereo caccia russo da parte dell’esercito turco. Da Putin ha ottenuto ben poco e la visita ha inasprito i rapporti con la NATO, dove si è iniziato a parlare di espulsione della Turchia dal Patto Atlantico.

Ora bisognerà aspettare l’esito delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti, se dovesse prevalere la Clinton, allora la Guerra Fredda davvero sarà una possibilità concreta visti i cattivi rapporti intercorrono tra Hilary Clinton e Vladimir Putin. A farne le spese potrebbe davvero essere la Turchia e potremmo assistere alla nascita di uno Stato curdo nella regione a cavallo tra Turchia, Siria e Iraq.

In questo scenario non va sottovalutata la questione in Ucraina, dove il conflitto con la Russia è tornata alle stelle: negli ultimi giorni la Russia ha schierato i sui missili antiaerei S-400 in Crimea dove la tensione è altissima. Putin mostra i muscoli mettendo sul campo il meglio della tecnologia bellica russa.

Quelle con Athanasios erano chiacchiere “da bar” e vanno prese per quello che sono: sicuramente ci sono retroscena che non sappiamo, rivelandoci solo in parte lo scenario globale, ma se davvero avesse ragione…

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