della matematica, ovvero LE ARTI DELLO DIMONIO

INTRODUZIONE

L’altro giorno ero in una video-conferenza con dei collaboratori per il mio progetto scientifico – una cosa che non si può dire ma che garantirà a tutti IL BENESSERE – e uno scienziato dall’altra parte dello schermo fatato pronunciò le seguenti parole (da me tradotte): “e poi insomma, se i dati non tornano poi il vostro informatico farà delle cose con la statistica per farli tornare”

Era chiaro a tutti che a) lo scienziato dall’altra parte non aveva la minima idea di cosa volesse dire e b) trattava, giustamente, la statistica – allarghiamo pure alla matematica – come uno strumento MAGICO in grado, grazie alle forze ultraterrene cui attinge, di “sistemare le cose”. Riporta il grande Dan Graur nel suo blog una frase basata su un gioco di parole intraducibile:

“If the data don’t behave, hit it with a log. If the data still don’t behave hit it with a log again.”

Che per voi burini significa più o meno: “se i dati non si comportano bene, colpiteli con un logaritmo. Se non si comportano ancora bene, colpiteli di nuovo con un logaritmo” Il gioco di parole sta nel fatto che in inglese log vuol dire anche bastone, come si fa coi cani e i bambini un po’ cresciuti. CAPITO COME?

E’ buona norma infatti utilizzare il potere quasi TAUMATURGICO del logaritmo (in base 10 va benissimo) che, col solo accostarsi, rende i dati improvvisamente sensati: normalizza le distribuzioni che non sono normali, accentua le differenze proprio là dove le vorreste vedere ma non sembrano apparire, e ci permette di rappresentare in una comoda scala lineare ciò che non è lineare per nulla.

Ed è effettivamente così per molte altre funzioni e trasformazioni: la matematica E’ una disciplina antichissima che si avvicina più alla stregoneria e all’alchimia che a qualsiasi altra cosa. COME LO SO? ECCO LE PROVE!

1. IL LINGUAGGIO CIFRATO E LA SIMBOLOGIA OCCULTA

Osservate attentamente questa pagina del Philosophiae Naturalis Principia Mathematica di Ser Isacco Newton:

nnew16

Cosa vi ricorda? ESATTO! il Clavicula Salomonis, notissimo grimorio attribuito al Re Salomone in persona:

clavicula_small

Non penso serva commentare la strabiliante somiglianza tra due testi che trattano di pratiche occulte in una lingua dimenticata, comprensibili solamente a chi è iniziato alla complessa simbologia esoterica che soggiace a significati impossibili da trasmettere in maniera diversa.

“Ma Cavialescaduto”, direte voi pezzi di legno, “stai comparando due testi più vecchi di 400 anni, grazie al cazzo che si somigliano!”

Non vi ho convinti, ma vediamo cosa ne pensate di questo:

La prima è una serie di variazioni e utilizzi dell’equazione di Klein-Gordon, una forma relativistica dell’equazione di Schrödinger:

klein gordon

Questo è invece il Vocabolarius tratto dal Das vade mecum dell’alchimista tedesco Caspar Harttung vom Hoff, scritto nel 1557:

Harttung_vom_Hoff01

Se guardate bene potrete ritrovare quasi tutti i simboli alchemici nell’equazione di Gordon-Klein (laplaciane, costanti di Planck, funzioni d’onda, ecc). COINCIDENZA???

2. L’ASPETTO SINISTRO DEGLI INIZIATI

Sapreste dire, solo sulla base della facies (la faccia), chi è un MATEMATICO e chi è un OCCULTISTA? NEMMENO IO!

occvlt

3. IL POTERE DI MODIFICARE LA REALTA’ A PIACIMENTO

Osservate questo filmatino in cui dei matematici dalle voci simpatiche usano ARCANE TRASFORMAZIONI TOPOLOGICHE per invertire una sfera:

Osservate ora questa dimostrazione di VERA MAGIA in cui viene fatta quasi la stessa cosa con un foglietto di carta:

Dov’è il tuo Dio adesso, caro matematico “razionalista” delle mie palle? Prendiamo un altro caso notissimo di matematica che distorce la realtà: il Bosone di Higgs.

Nel 1964 il fisico (o forse dovremmo dire NECROMANTE?) inglese Peter Higgs descrisse un sistema matematico complicatissimo che finiva per dire: “se è vero che le cose esistono, ed è vero, allora le cose che compongono le cose che compongono le cose che esistono devono comunque avere una massa ED E’ COSI’ PERCHE’ LO DICE LA MIA EQUAZIONE”. Ovviamente nessuno aveva mai misurato questa massa perché “ci volevano energie troppo alte”, che suona un po’ come dire: se io sono fico, e lo sono, allora mi sono praticamente già scopato Emily Ratajkowski ed è solo perché non ho abbastanza soldi che non è ancora successo. COME NO.

Com’è come non è, il Large Hadron Collider al CERN di Ginevra rivela l’esistenza del bosone di Higgs. Ma non era esattamente quello che stavano cercando? Non è forse un sistema, l’LHC, che funziona proprio grazie a quelle leggi matematiche formulate anche da Peter Higgs? E non è proprio una teoria che conferma se stessa, con una misura di qualcosa che – stranamente – PRIMA NON C’ERA???

Penso di non dover aggiungere altro.

4. LE REGOLE INCOMPRENSIBILI

Andiamo a vedere cosa ci dice Wikipedia sulla definizione di una varietà kahleriana, un tipo particolare di spazio a più di dimensioni (fisica, temporale, SPIRITUALE) descritto nella geometria differenziale:

In geometria differenziale, una varietà di Kähler (o varietà kähleriana) è una varietà con struttura unitaria dotata di tre proprietà mutualmente compatibili: è una varietà complessa, una varietà riemanniana e una varietà simplettica.

Scommetto che ne sapete meno di prima. Andiamo allora  avedere cosa sono, rispettivamente: le varietà complesse, le varietà riemanniane, e le varietà simplettiche:

Una varietà complessa è definita come una varietà topologica di dimensione   2n , le cui funzioni di transizione, viste come mappe fra aperti di  \mathbb{C}^n tramite l’identificazione naturale di   \R^{2n} con  \mathbb{C}^n , sono però olomorfe.

Una varietà riemanniana è una varietà differenziabile M dotata di un tensore metrico g definito positivo.
Il tensore metrico  g definisce quindi un prodotto scalare definito positivo sullo spazio tangente di ogni punto di
La varietà riemanniana è spesso indicata come coppia  (M,g).

Una forma simplettica su una varietà M è una 2-forma differenziale non degenere chiusa,  \omega. La coppia (M,\omega) si chiama varietà simplettica. Chiariamo la definizione, con il termine non degenere intendiamo che data una base Xi dello spazio tangente di M in un punto, la matrice

\Omega_{ij}=\omega(X_i,X_j)

è invertibile (il determinante è diverso da 0). La richiesta di \omega chiusa significa che

d\omega = 0

dove d è la derivata esterna.

Notiamo come la richiesta di non degenerazione imponga la parità della dimensione di una varietà simplettica; infatti  \Omega è antisimmetrica, i.e.,  \Omega_{ij}=-\Omega_{ji}, per cui l’invertibilità della matrice implica la parità delle sue righe (e colonne).

Potremmo andare indietro all’infinito, andando a cercare cos’è un tensore metrico, cosa sono le MAPPE OLOMORFE, ma sono sicuro che prima o poi arriveremmo, come in un racconto lovecraftiano, a osservare cose che ci renderebbero pazzi.

Andiamo a osservare alcune indicazioni invece nel Clavicula Salomonis, che come abbiamo già visto è l’antesignano dei grimori di Newton:

Dopo avervi indicato i nomi dei diciotto spiriti qui sopra che sono inferiori ai primi sei già accennati, fa d’uopo che vi prevenga
di quanto segua, cioè:

Lucifuge comanda sui primi tre che si chiamano
Bael, Agares e Marbas.
Satanachia, sopra Pruslas, Aamon e Barbatos.
Agagliarept, sopra Buer, Cusoyn e Betis.
Fleurety, sopra Bathin, Hursan e Eligor.
Sargatanas, sopra Loray, Valefar e Farai.
Nebiros, sopra Ayperos, Naberus e Glosialabolas.

E possiamo andare a ritroso anche qui a capire chi è Glosialabolas e come si invoca Agagliarept, ritrovandoci ancora una volta nella stessa spirale che discende nella follia.

5. L’ASPETTO INIZIATICO DELLA CONOSCENZA

pitagora7

 Foto tratta dal sito “magiadeinumeri.it”. OVVIAMENTE.

Nessuno riunisce esoterismo, matematica e occultismo meglio del caro vecchio Pitagora di Samo, ossessionato dai triangoli e dall’assegnare numeri alle persone per distinguerli tra BUONE e CATTIVE. Secondo Pitagora, che all’epoca era a capo di una specie di fight club degli sfigati, era fondamentale per gli iniziati l’echemytia, il silenzio riguardo le pratiche apprese nel suo circolino. La prima regola del Pitagora Club è: non si parla del Pitagora Club. La seconda la sapete. Ancora più interessante è, però, il secondo aspetto del Pitagora Club: la differenza tra akusmatikoi, gli ascoltatori tenuti a un rigidissimo silenzio, e i mathematikoi, coloro che potevano apprendere in maniera più approfondita i segreti di questa oscura arte che permette di ricavare aree e volumi in maniera incontrollata. Non solo: Pitagora credeva nella metempsicosi, fenomeno che gli stessi matematici cercano di riprodurre con artifizi ermetici come la PROPRIETA’ COMMUTATIVA.

Vale la pena di dire, in una nota a latere ma non troppo, che gli ultimi gradi di iniziazione della scuola pitagorica erano definiti Oekonomikoi (cioè ECONOMISTI, i veri e propri MAGHI NERI del mondo moderno) e Nomoteti (ovvero LEGISLATORI, genìa di Satana in persona), ma la matematica era PROPEDEUTICA al posizionamento di queste gerarchie blasfeme.

6. I RITUALI OSSESSIVI E LE SOSTANZE PSICOTROPE

Paul Erdős, Gran Maestro della Teoria dei Numeri, era solito rompere i coglioni ai suoi colleghi alle ore più impensate per dimostrare teoremi (cioè incantesimi). Come apprendiamo da Wikipedia, ultima fonte di informazione libera e seria:

Sebbene la sua grandezza come matematico fosse riconosciuta e confermata dai numerosi premi ricevuti, Erdős divenne famoso per il suo stile di vita “vagabondo”: tra una conferenza e l’altra girovagava tra i continenti presentandosi alla porta dei suoi colleghi matematici annunciando “la mia mente è aperta”. Questa frase significava che egli era pronto a lavorare con il collega e si aspettava che questi lo ospitasse a casa sua durante la loro collaborazione. Erdős era in grado di lavorare anche per 20 ore al giorno e ciò spesso metteva a dura prova la capacità di concentrazione dei padroni di casa, che non erano abituati a tali ritmi. Erdős era solito ripetere, riguardo a questa sua strana abitudine, un motto diventato famoso: “Another roof, another proof” (un altro tetto, un’altra dimostrazione).

Non contento, Erdős era anche un tossicodipendente che usava DOSI DI DROGA per entrare in contatto con gli spiriti dell’Analisi, al punto da non poter fare matematica senza:

Dopo il 1971 Erdős iniziò a far uso di anfetamine per poter lavorare meglio. Un suo amico preoccupato per la sua salute lo sfidò a non assumere anfetamine per un mese scommettendo 500 dollari. Erdős vinse la scommessa e dopo aver ritirato la sua vincita disse all’amico: “Ti ho dimostrato che non sono un drogato, ma tu hai fatto perdere un mese di teoremi e dimostrazioni alla matematica. Prima quando mi sedevo davanti a un foglio bianco la mia mente si riempiva di idee e teoremi mentre adesso quando vedo un foglio bianco vedo solo un foglio bianco.” Subito dopo aver vinto la scommessa Erdős riprese le vecchie abitudini.

Erdős era talmente assorbito dalla sua necromanzia da tradirsi a volte e violare l’echemytia di pitagorica memoria:

spesso parlava del Libro riferendosi a un ipotetico libro che Dio possedeva. Dentro questo libro erano racchiuse tutte le dimostrazioni scritte nella forma più elegante. Quando vedeva una dimostrazione particolarmente elegante e ben fatta era solito affermare che essa venisse direttamente dal Libro.

Sui rituali ossessivi e soprattutto sull’uso di allucinogeni già in età medievale da parte delle streghe sono stati scritti numerosi saggi, tra cui “How do witches fly” di Alexander Kuklin (mediocre, ma con tanta scienza dentro) e “Hallucinogens and shamanism” di Michael Harner, che non ho letto ma sono sicuro che è meglio dell’altro. In questi si evidenzia come, per volare, le streghe medievali facessero ricorso a una serie di unguenti tratti dagli olii essenziali di piante solanacee (Atropa belladonnaAconitum lycoctononum) e altre piante ricche di alcaloidi come il papavero da oppio. Perché la scopa? Perché, secondo alcuni storici, questi unguenti venivano assorbiti più velocemente dalle mucose vaginali che venivano sfregate sul manico di una scopa che fungeva da dildo e permetteva il “volo” orgasmico e allucinatorio. La prossima volta che vedete un cartone animato della Disney con la Strega Nocciola pensate che si sta stordendo con un cazzo di legno spalmato di allucinogeni. FUNZIONA!

CONCLUSIONI

Penso di aver fornito materiale in abbondanza per dimostrare che la MATEMATICA e’ un’ARTE OSCURA e che va trattata come tale; non va studiata, se si vuole evitare di diventare membri di una setta di occultisti dalle pratiche indescrivibili; non va applicata, se si vuole evitare di richiamare forze ultraterrene; non se ne deve nemmeno parlare. La Scienza deve uscire dalla palude mistica in cui è rimasta imbrigliata per troppo tempo e liberarsi, una volta per tutte, da queste stregonerie che la piegano al volere di esseri sovrannaturali. L’ignoranza di queste pratiche assicura un sapere puro e non macchiato dall’oscurità.
LIBERIAMOCI ORA DALLA MATEMATICA E DAI MATEMATICI, FISICI E GEOMETRI VARI, E PURE GLI INGEGNERI che si sentono un po’ troppo ‘sto cazzo.

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