Gufi ed allocchi

“La credibilità di Matteo Renzi, il realismo di Silvio Berlusconi, lo stile di Matteo Salvini, il linguaggio pacato di Beppe Grillo, il coraggio di Pippo Civati, l’acume di Angelino Alfano. Accattivante come Rosy Bindi, “ladylike” (qualsiasi cosa voglia dire) come Alessandra Moretti e con la modestia di Alessandro Dibattista, neo-ghost writer di Papa Francesco a sua insaputa (a insaputa del Papa).
Questa rubrica la voglio così!”

Se siete arrivati fin qui, forse forse avrete intuito che la rubrica non tratterà di ornitologia, ma di politica. Prevalentemente di politica. Perché, da buon politicante, parlerò anche del cacchio che mi pare, molto spesso senza saperne assolutamente nulla, ma con la sicurezza e la convinzione di un senatore Razzi qualunque.

Se vi chiedete il motivo del nome, beh, è tutta farina del sacco del nostro Premier: i gufi, di cui orgogliosamente mi ritengo parte, sono il suo peggiore incubo. Per quanto riguarda gli allocchi…beh, direi che basta la foto…

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