Tiranni e traditori

È curioso vedere come l’accusa di tradimento o di essere dei traditori sia l’arma dei dittatori più feroci. Nel senso che, proprio quelli che tradiscono il popolo, gli ideali e gli amici, sono gli stessi che urlano al tradimento per addossare ad altri un comportamento miserevole che invece gli è proprio. Facciamo qualche esempio: pensate a Stalin, qualsiasi forma di dissenso durante la sua dittatura era tacciata di complotto da parte di traditori. In questo modo fece fuori tutta la vecchia guardia della rivoluzione bolscevica, le famose “purghe staliniane”. La stessa arma dell’accusa di tradimento come strumento di dominio è stata usata più volte dalla “dinastia” Kim in Corea del Nord, uno dei paesi più vessati dalla follia dei tiranni. La cosa che accomuna questi folli personaggi è, oltre all’essere stati dei feroci dittatori, il culto della personalità. L’elevazione dell’uomo, in questo caso il dittatore, a divinità infallibile. Viene da se che, con i presupposti di infallibilità, chi dissente è automaticamente un traditore.

Scendendo ad una scala minore, ma rimanendo nell’ambito dell’uso spasmodico di tacciare chi dissente di tradimento, troviamo Vladimir Putin. Ancora culto della personalità e attacco feroce ai dissidenti. Su di lui si allungano ombre poco rassicuranti riguardo all’uso dei servizi segreti per “liquidare” gli oppositori: dove non arriva la stigmatizzazione del tradimento, si procede all’eliminazione.

Scendendo ancora nella scala dei fruitori del tradimento come arma di propaganda, troviamo un politico di casa nostra. Ecco un paio di giornali di stamattina, prima della seconda seduta di votazione per eleggere il XII Presidente della Repubblica.

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Ma andando indietro nel tempo troviamo anche

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Non si può negare come anche l’ex Cavaliere abbia usato, tramite i giornali di famiglia, il tradimento come arma di propaganda e come sia chiaramente affascinato dal culto della personalità.

Anche il cosiddetto Centro Sinistra non è immune a questo tipo di operazioni. Fausto Bertinotti e l’allora sinistra furono accusati di tradire il Governo Prodi. Quello sul leader di Rifondazione Comunista è stata una macchia che ha segnato politicamente, in maniera tragica, il futuro della sinistra radicale.

Nel piccolo come nel grande, nei giochi di palazzo come nel quotidiano, troviamo persone che accusano di tradimento chi dissente, attribuendo ad altri la macchia della propria infamia. Persone profondamente ipocrite, che non si mettono mai in discussione, ossessionate dal potere, ma incapaci di ammettere persino a loro stesse la loro assenza di empatia. Vogliono apparire come non sono e attribuiscono ad altri, avversari come competitori, i loro difetti e la loro piccolezza morale.

E’ più facile parlare di tradimento che ammettere le proprie colpe o affrontare un problema. A buon intenditor…

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