Il nemico del povero è il più povero

Perché quando il compagno Marx
si portava ancora non male
il nemico del popolo era
il padrone ed il capitale,
ma adesso che non va più
e lo stato sociale è finito
il nemico del povero è
il più povero e così all’infinito

Così cantavano i 99 Posse nel 2000.

E oggi, dopo 15 anni come stiamo?

Alla prova dei fatti, un secolo di capitalismo ha creato diseguaglianze inimmaginabili, povertà anche nel mondo occidentale e prosciugamento delle risorse terrestri. Discorsi da comunisti?

Ovviamente non siamo ingenui né partigiani per sport. Criticare il capitalismo ovviamente non significa sostenere che soluzione a tali problemi sia il comunismo stesso. Il comunismo reale ha prodotto feroci dittature. E le dittature hanno un solo colore. Senza voler essere esegeti e storici di professione è però interessante andarsi a riprendere le critiche al sistema capitalista che Karl Marx scrisse nel suo “Il Capitale”. Un blog tuttavia non può sostituirsi ad una lezione universitaria. Ed ecco soccorrerci questo breve video che riassume e spiega abbastanza bene il senso di quelle critiche.

Uno dei meccanismi del sistema capitalistico, secondo Marx è la creazione di falsi bisogni. E quando uno crede di volere qualcosa, poi quella cosa la desidera davvero. E perderla, ovviamente, diventa una tragedia.

Oggi in Italia si fa molto leva sul fatto che la memoria non sia il forte dei cittadini. Si fa presto a dimenticare un caso di corruzione di un partito o l’operato di un ministro. Il caso eclatante è Roberto Maroni, presidente della regione Lombardia. Quando era ministro degli Interni diceva “…tutti devono accogliere profughi e clandestini…”. Ora invece con la gestione 2.0 della Lega da parte di Matteo Salvini, si è passati da “prima il Nord” a “prima gli italiani”. Si fanno strumentalizzazioni sulla pelle degli esseri umani, senza contare che “prima gli italiani” lo diceva ben altro leader (per chi non avesse memoria: Mussolini). Uno al quale, tra l’altro, il federalismo in salsa celtica della Lega avrebbe fatto vomitare. A proposito di contraddizioni. Rimane il fatto che parlare alla pancia delle persone ha i suoi risultati, basta vedere il salto della Lega alle ultime elezioni. Un mio caro amico direbbe “missione compiuta!”. E la cosa più bella è che tutto questo è stato ottenuto senza uno straccio di programma politico, perché la Lega non ha nessuno programma politico, solo 4 slogan. O meglio, Salvini va in televisione tutti i giorni ad esporre le sue tesi senza però dire mai come. Nella politica del resto è questo che conta. Il “cosa” è quasi sempre condivisibile.

Tutti vorremmo, ad esempio, meno criminali. Sì ma come? Ecco sul come, la Lega, come e più di altri, ciurla nel manico.

E la cosa paga. Perché è il segreto di Pulcinella che per vincere le elezioni convenga più parlare alla pancia che alla testa. Qualcuno dirà che abbiamo scoperto l’acqua calda. Vero. Ma il dato desolante è che nessuno, comprese le forze politiche che affermano di tutelare gli interessi di chi ha meno, fa nulla per cambiare. Anzi, proprio quelle forze politiche (tipo le Socialdemocrazie europee) diventano corresponsabili di questa situazione che vede quindi contrapposti i poveri, messi uno contro l’altro, manovrati dalle oligarchie.

E non ci si dimentichi della povertà intellettuale, quella dovuta all’abbrutimento televisivo, alla mancanza di senso critico, terreno fertile per le bufale di ogni sorta. E’ qui che attecchisce molto bene il seme dell’intolleranza, dell’odio del diverso, che questo sia straniero o semplicemente diverso.

Ma cosa c’entra Marx con le paure ed il parlare alla pancia delle persone? Beh, se il capitalismo crea dei falsi bisogni, facendoci credere che necessitiamo di determinati beni di consumo che in realtà non soddisfano nessun vero bisogno, d’altro canto c’è chi sfrutta precisamente questa situazione malsana facendo leva sulla paura di perdere questi finti beni. Un cinismo che ha come strumento le paure generate dal processo capitalistico. Un bel quadretto vero?

Del resto, creare un nemico, pronto a sottrarci il nostro benessere, è un’arma elettorale tristemente famosa (qualcuno ricorda la Germania degli anni ’30?).

Nell’Italia di oggi il nemico è il più povero, forse perché davvero ci siamo impoveriti.

Come se la vita fosse fatta delle cose che possediamo, ed è qui che la lezione di Marx torna utile.

[Questo articolo è stato scritto in collaborazione con  kiantiklassico]

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